Il mostro da pelare

Di Bottarelli Mauro
22 Novembre 2007

Peter Oakley, membro del board dei direttori esecutivi di Basf, è un manager sui generis: nel corso della presentazione svoltasi all’istituto Metanomics di Berlino è rimasto seduto in sala per tutto il tempo tra i giornalisti e ogni qualvolta c’era la richiesta di un chiarimento lui era lì, pronto a intervenire. Disponibile e spigliato, dote rara tra chi può vantare un ruolo dirigenziale a questo livello.
Mr. Oakley, perché Basf ha deciso di investire in maniera così attiva nel campo del bio-tech?
In quanto corporation attiva nel campo della chimica con una forte base vocazionale verso ricerca e sviluppo, Basf è continuamente alla ricerca di nuove idee e tecnologie. La biotecnologia è forse la più importante tecnologia futura di questo secolo. Visto che i prodotti e le applicazioni innovative sono al centro del successo del nostro business, era fondamentale per noi entrare in questo campo. Solo in questo modo potremo utilizzare il suo enorme potenziale.
Come possono stare insieme biotecnologia e chimica?
«I due campi si incontrano in molti modi. Prima di tutto le reazioni chimiche sono alla base di tutti i processi biologici. Ma ci sono anche esempi di sovrapposizione con i processi di produzione chimica. La sintesi biotecnologica è spesso solo una parte di una lunga catena di valore chimico. Un’altra ragione per cui il bio-tech e Basf stanno bene insieme è la nostra posizione leader nel mondo per quanto riguarda le analisi chimiche che ci permette di identificare la funzionalità dei geni e delle reti genetiche. Questo si applica sia per le piante che per organismi viventi.
Quali sono i vantaggi di questa tecnologia?
La biotecnologia è la sola strada attraverso la quale noi possiamo realizzare molte delle nostre idee per nuovi, utili prodotti e processi. Ci permette di operare in maniera più efficiente in agricoltura, usare le piante come fonti rinnovabili, produrre cibo più sano e produrre beni completamente nuovi con modalità che consentano un risparmio delle risorse. Un esempio di prodotti utili e versatili sono le proteine, che possiamo produrre su scala industriale. Queste stesse proteine possono essere trovate ovunque in natura ma non nella forma e nella quantità di cui gli essere umani hanno bisogno adesso. Solo con l’aiuto della biotecnologia possiamo produrle da soli, autonomamente e ottenere i benefici garantiti dalle loro speciali proprietà nella vita quotidiana.
Quali opportunità offrono le biotecnologie per il futuro?
Non vedo altra tecnologia che offra altrettanto potenziale per risolvere i problemi più urgenti dell’umanità, sia per quanto riguarda la salute e la nutrizione, sia per arrivare a una riduzione pro capite del consumo di carburanti liquidi o fossili. Sono convinto che la biotecnologia apra la strada ad opportunità completamente nuove che ci garantiranno nuovi risultati per uno sviluppo futuro più sostenibile.
Cosa può dirci della partnership di Basf con Monsanto?
Basf porta in dote una grande tecnologia e Monsanto è un grande partner. Noi offriamo intelligence a questa partnership che si basa su una limitata area di intervento, ad esempio la soia. Su core issues, come Amflora o la creazione di acidi grassi polinsaturi, Basf sta lavorando autonomamente.   

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