L’asse Silvio-Walter rafforza la politica cioè restituisce il potere alla società

Di Cominelli Giovanni
29 Novembre 2007

La fondazione di un nuovo partito in piazza San Babila a Milano rovescia il tavolo della politica italiana. La Seconda Repubblica prevedeva un riequilibrio delle ragioni troppo forti del rappresentare con quelle troppo deboli del governare. L’alternanza si è fatta, la legge elettorale è stata cambiata in senso maggioritario, ma le maggioranze parlamentari hanno impedito ai governi da loro votati di governare. La prepotenza del proporzionalismo cacciato dal sistema elettorale quasi del tutto è rientrata attraverso i regolamenti parlamentari, che consentono la costituzione in Parlamento di gruppi autonomi ritagliati dalla coalizione appena eletta. L’assetto dei tre poteri dello Stato non ha subìto modifiche. Perciò i governi della Seconda Repubblica hanno avuto mediamente durata superiore a quelli della Prima Repubblica, ma le riforme sono rimaste quasi tutte, anche nell’ipotesi migliore (quella della legislatura 2001-06) solo dei dettati legislativi. Pur forte di una maggioranza di 100 deputati il governo Berlusconi è stato fortemente condizionato dalle forze conservatrici della sua maggioranza, An, Udc, settori ex dc di Forza Italia, al punto di fare una legge elettorale suicida, che sta impedendo a Prodi di governare e domani potrebbe impedirlo di nuovo a Berlusconi stesso. Il bilancio di tredici anni di Seconda Repubblica non è affatto brillante: il paese continua ad arretrare sulla scala mondiale.
A questo bilancio, che certamente Berlusconi ha fatto, al di là della propaganda circa i risultati del proprio governo, si deve aggiungere la presa d’atto della sfida della formazione del Partito democratico. Benché le idee del Pd siano tuttora nebulose e intermittenti, benché l’assemblea costituente sia stata scelta nel rispetto del manuale Cencelli, tanto il metodo delle primarie quanto, e soprattutto, la costruzione leninista dall’alto della filiera organizzativa (fino ai livelli più decentrati e fino alla scelta concreta degli uomini) hanno determinato uno sconquasso della vecchia nomenklatura dei partiti costituenti. Mentre Berlusconi stava ancora prigioniero dei veti interni alla Casa delle Libertà, Veltroni procedeva con piglio plebiscitario e leninista. Berlusconi ha accettato la sfida, e ha accelerato l’operazione Brambilla, incominciando da Forza Italia. Bombardate il quartier generale! Ora ha deciso di bombardare la Cdl. Dal bipolarismo al bipartitismo. Che è l’assetto francese, tedesco, spagnolo, inglese, scandinavo, dove le riforme si promettono e si fanno.
I passaggi successivi prevedono un’intesa generale con Veltroni sulla legge elettorale, sui regolamenti parlamentari, sulle riforme costituzionali e istituzionali. Si va verso la Terza Repubblica. C’è chi teme che il rafforzamento del sistema politico e di governo possa levare spazio alle persone, ai soggetti civili, alle comunità intermedie. I governi deboli e la potenza del rappresentare proporzionale parrebbero la cornice migliore per lasciare libera la società civile di esprimersi. Il fatto è che lo squilibrio tra proporzionale e governo ha finito per corporativizzare i soggetti sociali, costringerli alla ricerca del protettore di turno all’interno della società politica o alla politica dei due forni. L’esperienza dei paesi “a governo forte” a “bipolarismo/bipartitismo forte” sta a dimostrare che se la politica è forte, la società civile, i soggetti, le fondazioni, le agenzie possono conquistare un grande spazio di presenza e di proposta rispetto alla stessa politica. E al momento delle elezioni si schierano liberamente.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.