Prove di larghe intese

Di Solari Anita
29 Novembre 2007

Partito democratico e Casa delle libertà alleate davvero, al governo di Segrate. Entro Natale, dicono le voci. Un accordo di programma su temi specifici che ci stanno a cuore, spiegano a sinistra. Pù cauta con le parole la Casa delle libertà che non vorrebbe dare troppo rilievo politico al caso Segrate, con i movimenti ancora in corso a Roma. Soprattutto nessuno vuole parlare di ribaltoni. E men che meno di inciuci. La questione è che il centrodestra, che guida la giunta, sconta una conflittualità interna soprattutto con la Lega e la Lista civica, «che si sono messi di traverso su tutto, ma per questioni locali e di bottega». Due componenti che ormai sono fuori da una maggioranza che sta al pelo, per i numeri, con l’opposizione. La quadratura è tutta attorno al futuro del mega centro commerciale finora previsto su un terreno della popolosa frazione di San Felice: parte del centrosinistra e tutta la squadra del sindaco Adriano Alessandrini concordano che lì sarebbe devastante per i cittadini. Non solo la struttura in sé sarebbe insopportabile per il quartiere, ma anche le strade, gli svincoli, il traffico. Partito democratico locale e Casa delle libertà segratesi sono d’accordo sull’idea di spostare quelle volumetrie sulla più periferica area dell’ex dogana. Per Forza Italia sarebbe l’occasione (buona) per fare i conti con gli alleati più ostili. Per il Pd sarebbe l’occasione (unica) per mettere i piedi nella stanza dei bottoni di una città considerata “off limits” per il centrosinistra. Magari anche con un asses-sorato, affermano perentori al Pd. Mentre Forza Italia ha dato venerdì il via al confronto politico.

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