Motori
Kangoo con un superbagagliaio
Girando per le strade italiane dieci anni fa, quando vide la luce, Renault Kangoo suscitò subito un’ondata di simpatia. Si trattava, in fin dei conti, di un veicolo commerciale abilitato, attraverso le necessarie modifiche di carrozzeria, al trasporto di passeggeri. Si era nel 1997 e si trattava di una autentica rivoluzione perché, alla fine dei conti, Kangoo aveva le forme di una monovolume ben squadrata, con una capacità di carico eccezionale fra passeggeri e bagagli. Oggi sta per scoccare l’ora della seconda generazione del Renault Kangoo dopo un successo commerciale continuo che in questi due lustri ha permesso a Renault di vendere oltre 2,3 milioni di Kangoo.
La nuova generazione è più lunga di 18 centimetri rispetto alla versione precedente (ora è lunga 4 metri e 213 millimetri), una soluzione che ha consentito di rendere ancora più spazioso l’abitacolo in modo da rendere maggiormente confortevoli i viaggi dei cinque occupanti. Questo tipo di veicoli, nella loro prima versione, non avevano di certo l’insonorizzazione di una berlina cosicché nella seconda generazione di Kangoo i tecnici della Renault hanno lavorato molto per migliorare l’insonorizzazione a bordo. Anche la capacità di carico, con la maggiore lunghezza del veicolo, è aumentata fino ad arrivare, adesso, a 2.800 litri.
Il New Kangoo verrà offerto con un’articolata gamma di motorizzazioni. Dal benzina 1.6 con potenza di 105 cavalli, ai tre diesel dCi 1.5 con potenze differenziate di 70, 85 e 105 cavalli: quest’ultima motorizzazione avrà di serie il filtro antiparticolato. La sede produttiva resta quella francese di Maubeuge, centro da cui parte l’offerta dei veicoli commerciali del Gruppo Renault con Kangoo, Kangoo Express e Nissan Kubistar. Proprio in vista dell’avvio produttivo del New Kangoo, la Renault ha investito 232 milioni di euro nello stabilimento di Maubeuge per modernizzare la linea e migliorare la qualità.
Un Cuore grande così
Cuore interpreta uno dei plus fondamentali di tutte le piccole Daihatsu: grande e versatile abitabilità in dimensioni compatte. Quattro posti comodi, tutti praticamente indipendenti e regolabili per un corretto comfort di viaggio, su misura per ogni passeggero. Un grande spazio bagagli, sedili posteriori scorrevoli longitudinalmente e abbattibili separatamente che consentono di modulare le capacità di carico. Insomma, una grande city car che si muove con disinvoltura nel traffico urbano ma non disdegna, lasciata la città, di svelare doti di confortevole ed agile stradista. Una Cuore che, lanciata nel 1980 e giunta oggi alla sua settima generazione, della precedente versione conserva praticamente solo il nome essendo stata totalmente riprogettata dallo chassis al motore, ai molti particolari tecnici, ai contenuti, alla sicurezza e alla fruibilità e all’abitabilità.
Le linee stilistiche sono ben caratterizzate con il frontale dal cofano corto, la mascherina sobria ma di spiccata personalità, incorniciata dai grandi fari e sottolineata dal consistente paraurti nel quale spicca la grande presa d’aria. La coda è caratterizzata dall’ampio e funzionale portellone con lunotto panoramico.
L’interno della nuova Daihatsu Cuore è un piccolo salotto su ruote, improntato a una grande funzionalità, pensato per il massimo comfort ma con il giusto tocco di elegante modernità e un pizzico di originalità. Molto particolare si presenta anche la consolle centrale che accoglie nella sua forma quasi triangolare (con la punta in basso) i comandi della climatizzazione, la radio con il lettore Cd e, a portata di mano del conducente, uno speciale vano verticale, con coperchio, che può ospitare delle mappe stradali.
Daihatsu realizza i motori su misura per ciascuno dei suoi modelli. La configurazione è quella classica a 3 cilindri in linea (disposto trasversalmente), 12 valvole, cilindrata di 998 cc, potenza 69,3 cavalli (51 kW). L’abbinamento è sia con un cambio manuale a 5 marce, preciso e rapido negli innesti, sia con un automatico, a gestione elettronica, a 4 rapporti. Particolarmente interessante la voce “consumi”, considerato che la versione manuale richiede solo 4,4 litri di benzina verde per percorrere 100 km nel ciclo combinato.
Francesca Morosini
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