Dare in ostaggio Diliberto? E chi lo piglia? Eurodisney?

Ero piccolino e andavo talvolta a trovare in ufficio il mio papà. Me lo ricordo seduto dietro ad un’immensa scrivania ricoperta di pile di fogli stampati, cartellette, faldoni. Erano quelle che mio padre chiamava le pratiche. Ogni tanto prendeva un foglio, lo leggeva, imprecava, vi annotava qualcosa a margine. Nella mia testolina di bimbo rimuginavo tutto e dicevo a me stesso: io un lavoro come questo non lo voglio fare. Feci l’insegnante per questo. Ora il mio lavoro assomiglia sempre di più a quello di mio padre. Mi dicono che devo conoscere il Pof e il Regolamento d’Istituto. Che devo leggerli agli studenti perché stringano un Patto formativo con la scuola. Se do un voto, devo farlo annotare sul libretto personale e siglare. Se non hanno il libretto, devo fare la nota sul registro di classe. Se gli metto una nota disciplinare, lo studente mi fa ricorso (ci sono colleghi che gli insegnano come farlo) all’Organo di Garanzia. Se voglio telefonare alla madre di un mio allievo (venti anni fa avrei detto al padre, ma i tempi sono cambiati e i ragazzi il padre non l’hanno più) non posso perché la legge sulla privacy lo impedisce. Devo crocettare mensilmente un modulo per segnalare le assenze e i ritardi degli studenti. In sala professori c’è un tavolo inondato di circolari firmate dal Dirigente, quelle firmate dal Presidente del Consiglio di Istituto, quelle firmate dai colleghi referenti dei Progetti Ora, eccetera. Insomma, tutto mi ricorda la scrivania di mio padre. Mentre io desidero soltanto leggere saggi storici, letterari, romanzi, poesie. E desidererei che la lezione fosse il momento fondamentale del mio lavoro di insegnante, non quello di cui non importa niente a nessuno.
Alfonso Indelicato Milano

Lei, come tutti gli insegnanti del regno, si trova nelle difficili condizioni in cui si trovò Franz Kafka, impiegato e, post mortem, insigne umanista del secolo scorso. Kafka, diversamente da Marx, era persuaso che i popoli non sono incatenati dal capitalismo, ma dalla burocrazia. Di cui il comunismo burocratico è l’esempio più insigne. Purtroppo, ora che è morto il comunismo rimane intatto quell’ideale burocratico che produce quel tipo di umanità del tubo (You Tube). Che fare? Non lo so. Però può sempre morire di tubercolosi lasciandoci scritto su un taccuino: «Ora, di sera, dopo aver studiato fin dalle sei del mattino, mi sono accorto che la mia sinistra stringeva già da un po’ le dita della mano destra per compassione».

Non sarebbe difficile promulgare una leggina che dica chiaro e tondo che il magistrato che faccia trapelare notizie riguardo atti processuali e prove di inchieste in corso, incorre in una sospensione di un anno dall’attività, se recidivo nella radiazione dall’ordine, e in ogni caso è ritenuto oggettivamente responsabile del fatto?
Mattia Spanò Milano

Non so se ha letto la notizia: «Simone Luerti è il nuovo presidente dell’Anm». Non so se ha visto chi abbiamo intervistato, a proposito di intercettazioni, non più di un mese fa. Forse qualcosa cambierà.

Ci sono tanti modi di morire ma farsi ammazzare per salvare dei bambini è ancora il modo migliore. Il maresciallo Paladini è morto così e i suoi compagni sono stati solo più fortunati a scamparla. Di fronte a questo eroismo collettivo Prodi, Napolitano, Parisi, persino Pecoraro Scanio, hanno avuto parole dignitose e nobili. Solo Diliberto e Rizzo non hanno avuto pudore. Come sconfiggere il senso di repulsione che ispirano questi due personaggi? Come renderli utili alla nazione in caso di guerra? Stamattina ho avuto un’idea: cediamoli come ostaggi.
Alberto Leoni Milano

E secondo lei, chi se li prende come ostaggi quelli lì, Eurodisney?

Settimana scorsa lei mi ha scritto di «non prenderla di punta». Neanche questa? «Finanziaria: il Forum Famiglie escluso dalle consultazioni. Il Forum Famiglie protesta per essere stato escluso dalle parti sociali consultate (tra le quali è invece inclusa l’Arcigay) su Dpef e Finanziaria. è la prima volta che dopo sette anni il Forum non viene interpellato» (Vita, 2-11-2007).
Angelo Mandelli Cesate (Mi)

Questa è bella. Vedete quante ne pensa il bofonchiante per entrare nel Pantheon degli iscarioti?

Papà, sono stata all’Esselunga di san Fruttuoso con la prof, i ragazzi di Edimar, due alpini e degli altri ragazzi di altre scuole per la raccolta del Banco Alimentare. Bellissima giornata!
Clara Amicone Monza

Cara Claretta, hai dodici anni (lo dico per i lettori che non lo sanno) e insieme a tanti altri amici (perché si diventa amici così, non perché c’è simpatia o interesse, ma per gratuità, cioè perché c’è Gesù, il re di tutti gli uomini e di tutte le cose) hai trascorso una giornata in un gesto semplicissimo di carità. Il fatto che sei milioni di italiani abbiano fatto questa cosa con te e abbiano destinato qualcosa come 25 milioni di euro della loro spesa per i poveri (quasi 9 mila tonnellate, i primi dati parlano di un 5 per cento in più rispetto allo scorso anno, nonostante i tanti problemi che hanno gli italiani) la dice lunga sullo stato di salute del popolo. E non dimenticare che i poveri non sono solo i barboni, ma tante famiglie come la nostra, o col papà che ha perso il lavoro o senza concordia, perciò con papà o mamma che si ritrovano soli a sostenere i sacrifici della vita. E non dimenticare un’altra cosa figlia mia: mai credere a quei politici, professori, giornalisti, che dicono che è lo Stato (cioè loro) che deve occuparsi di tutto, mentre il popolo (cioè noi), dovrebbe starsene tranquillo a pendere dalle loro boccucce intelligenti e bofonchianti. Perché vedi, se non ci fosse il popolo semplice, quel popolo che scorreva nelle vene di don Giussani e del capitalista signor Fossati (è a quei due, infatti, che incontrandosi gli venne l’idea del Banco Alimentare), con quelli che predicano sempre sullo Stato di qui e lo Stato di là, a quest’ora saremmo tutti lì, a riempirci la bocca di parole vuote. E intanto, come succedeva in Russia una volta e come succede ancora adesso a Cuba, le persone morirebbero di fame in silenzio (sai, quando lo Stato è tutto, non c’è mica più neanche la tv libera per farlo sapere in giro), le famiglie morirebbero e basta (e come gli dispiace che siano ancora vive a quelle Dacia Maraini là che hanno scaraventato le loro brutte parole in piazza, proprio mentre voi eravate al supermercato!). E – hai presente quelli che dicono che la famiglia non dovrebbe esistere, la patria neanche, la Chiesa nemmeno e pure le scuole che non sono statali dovrebbero chiudere? Hai presente Voldemort? – il popolo lo sfrutterebbero solo per fare gli affaracci loro.

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