La fama, la morte e i complottisti
Quando a morire è un’icona, fan e media non si sanno rassegnare. C’è chi continua a credere che Elvis sia su un atollo con in mano l’adorato sandwich banana-burro d’arachidi, chi ha avvistato Marylin Monroe a far shopping da Saks, chi prende a esempio Carlo Verdone in Maledetto il giorno che ti ho incontrato e si rimette a caccia di nuovi indizi sulla scomparsa di Jimi Hendrix. Così su Discovery Civilisation, due bei documentari, sul binomio fama e morte. Il primo è dedicato alle ultime 48 ore di Kurt Cobain, suicidatosi con un colpo di fucile. Per alcuni la maggiore indiziata è sempre stata la moglie Courtney Love, a causa di certe canzoni scritte da lui, poi presenti in un album delle Hole. L’unica certezza è che il cantante avesse pensieri suicidi già da tempo, come racconta Duff, il bassista dei Guns ‘n’ Roses. Il secondo, Teorie della cospirazione, compie un excursus sulle morti di altri illustri colleghi del genio di Seattle. Come Bob Marley per cui è stata fantasiosamente additata la Cia (vedi anche John Lennon) o Brian Jones, del cui annegamento sono stati incolpati gli altri membri dei Rolling Stones.
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