«Il Pdci avrà presto un suo quotidiano». Incertezze sulla testata: meglio Granma o Pravda?
´ «Ma Berlusconi l’anno scorso ha perso comunque! Vero per 24 mila voti. Quanti sarebbero stati, senza la tv?», dice Beppe Severgnini su Magazine (6 dicembre).
Uno degli interrogativi “della vita” di Severgnini è dove andrebbe Berlusconi senza tv. Uno dei miei interrogativi “della vita” è, invece, questo: alcuni opinionisti del Corriere e dintorni riuscirebbero a produrre il carico di banalità che producono, se non fossero dotati delle formidabili frangette di cui sono dotati?
´ «I direttori possono benissimo, se vogliono, pilotare surrettiziamente fatti e opinioni», dice Paolo Mieli al Corriere della Sera (6 dicembre).
Ma, no? Ma, vah?
´ «S’è letteralmente trasformata, diventando molto più giustizialista di quella diretta da Veltroni in cui lavoravo anch’io, e che raccontò l’inchiesta di Mani pulite cercando invece di essere piuttosto garantista», dice Giuseppe Caldarola al Corriere della Sera (5 dicembre).
Il tempo è così: annulla i ricordi nitidi, svanisce soprattutto i contorni delle proprie colpe. Ma certamente è vero che i comunisti italiani furono assai garantisti nella stagione di Mani pulite: si ricorda ancora la sottoscrizione pro Craxi, organizzata da Occhetto con tanto di monetine portate personalmente dai militanti del Pci al leader socialista all’uscita dell’hotel Raphael.
´ «Mi colpisce la schiettezza e la linearità dei ragionamenti», dice Walter Veltroni alla Stampa riferendosi a Tony Blair (4 dicembre).
Sì, soprattutto se li confronta ai suoi: come si dice in inglese “ma anche”? “But also”?
´ «Una necessità esistenziale in questa fase», dice Fausto Bertinotti all’Unità riferendosi alla Cosa rossa (30 novembre).
L’idea di una «necessità esistenziale» per una «certa fase» è come quella di essere incinta, ma solo un po’.
´ «Quella di Bertinotti si può definire un’intervista», dicono a Palazzo Chigi alla Repubblica (5 dicembre) .
Invece quello di Prodi – ancora di più dopo l’intervista di Bertinotti – sempre meno si può definire un governo.
´ «Non è l’invenzione di un politologo pazzo», dice Piero Sansonetti su Liberazione (5 dicembre).
Anche solo fare l’ipotesi che le analisi del tuo leader (Bertinotti) siano «l’invenzione di un politologo pazzo», non è proprio gentilissimo.
´ «Il Pdci avrà presto un suo quotidiano», dice un articolo non firmato sull’Unità (4 dicembre).
Incertezze sulla testata: meglio Granma o Pravda?
´ «La coppia generativa è sempre meno generativa», dice Stefania Giorgi al Manifesto (4 dicembre).
Ecco che cos’è lo stile, ecco perché il Manifesto è comunista ma raffinato. Per dire che ai maschietti non gli tira più scrivono: «La coppia generativa è sempre meno generativa».
´ «Caro Silvio, riconosci con umiltà i tuoi sbagli», dice Pierferdinando Casini al Corriere della Sera (3 dicembre).
Svolta alla Carolina Ivernizio, tutta intimità e introversione, per il leader dell’Udc.
´ «La gente è stanca di distinguo, ripicche, ricatti e casini», dice Silvio Berlusconi al Corriere della Sera (2 dicembre).
Ha detto casini o Casini?
´ «Mai stanco, senza rughe, sempre sano: l’invincibile topo», dice un titolo del Corriere della Sera (1 dicembre).
Come direbbe il migliore Benigni (quello che ci risparmia le sue enfatiche letture di Dante o le sue deprimenti battute sulla politica): e adesso, per favore si dedichino un po’ anche a una topa senza rughe, sempre sana e soprattutto mai stanca.
´ «Il Veltronellum non ci piace perché espropria ognuno della titolarità», dice Clemente Mastella alla Stampa (2 dicembre).
Eravamo convinti che Mastella pensasse al suo partito come a una tabaccheria, anche prima di questa dichiarazione.
´ «Una Yaltina, allora», dice Stefano Bocconetti su Liberazione (1 dicembre).
Quella che hanno realizzato Berlusconi e Veltroni sarà anche una Yaltina: ma vogliamo parlare allora del bunkerino in cui resiste il povero Franco Giordano?
´ «Qualche giorno fa in Senato, si è parlato della creazione di un gruppo misto della sinistra con un capogruppo a rotazione ogni sei mesi», dice Matteo Bartocci sul Manifesto (30 novembre).
E questo capogruppo a rotazione presiederà anche le riunioni in piedi, su una gamba sola, per trasmettere chiaramente l’immagine di un potere non ossificato.
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