Nostre corrispondenze
Dietro gli assassini di Malatya la rete dello “Stato profondo”
malatya Un pubblico ministero di Istanbul, un agente dei servizi di sicurezza, uno scrittore antioccidentale, un deputato del partito islamista Saadet, membri del partito ultranazionalista Mhp. Utenze telefoniche del Dipartimento operazioni speciali di Ankara, del II Corpo d’armata a Malatya, della locale università Inönü. Gli atti del processo contro i cinque autori del massacro di Malatya, dove nell’aprile scorso vennero trucidati tre cristiani protestanti, hanno rivelato un’inquietante rete di contatti fra gli imputati e alcuni organi dello Stato. No-nostante nei sei mesi precedenti il delitto i cinque accusati avessero cambiato 106 volte le schede telefoniche dei loro cellulari, le loro chiamate erano state intercettate. Uno dei cellulari utilizzati è risultato intestato a un agente del Dipartimento operazioni speciali di Ankara. Gli atti del processo di cui i giornali turchi sono entrati in possesso contengono la lista delle chiamate telefoniche del gruppo, ma non la trascrizione delle intercettazioni.
Per la poetessa brasiliana Prado la Messa post-Concilio è un disastro
san paolo «Ci sono alcune celebrazioni in cui le persone escono dalla chiesa con la voglia di cercare un luogo in cui pregare». Lo ha affermato il 29 novembre la nota poetessa cattolica brasiliana Adélia Prado nel corso di una conferenza sul rapporto tra linguaggio poetico e linguaggio religioso, nel contesto del festival musicale e culturale “Voci della Chiesa” ad Aparecida (San Paolo). Criticando abusi e involgarimenti successivi alla riforma liturgica ispirata dal Concilio Vaticano II la poetessa ha affermato che «la Messa è la cosa più poetica che esista. È l’assolutamente nuovo sempre. È Cristo incarnato, con la sua Passione, morte e resurrezione. Non dobbiamo aggiungere nient’altro, è questo». Secondo la Prado lo spazio del sacro e della liturgia è stato barattato «con brutte parole, brutte musiche, comportamenti volgari in chiesa».
Si allarga l’Ocse, l’organizzazione dei paesi a economia di mercato
parigi I paesi dell’Ocse hanno dato il via libera all’avvio dei negoziati per l’adesione all’organizzazione di cinque nuovi paesi: Cile, Estonia, Israele, Russia e Slovenia. L’approvazione di una “road map” dei negoziati segna l’inizio formale del processo, deciso nel maggio scorso all’incontro dei ministri dei paesi Ocse a Parigi. Rapporti più stretti con Brasile, Cina, India, Indonesia e Sudafrica sono stati contemporaneamente annunciati. L’Ocse, creato nel 1961 e attualmente formato da 30 paesi industrializzati, si propone di rendere l’economia mondiale più efficace ed efficiente e di aiutare i paesi membri a conseguire uno stabile sviluppo economico, il miglioramento degli standard di vita e la crescita dell’occupazione.
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