La speranza non è qualcosa che facciamo. E’ qualcosa che ci viene incontro
Ci permettiamo di rovesciare nei nostri lettori alcuni appunti presi in situazioni e circostanze diverse (televisioni e giornali esclusi).
1. Una professoressa di liceo parla con alcuni amici di un suo studente a cui non avrebbe dato un cent e che invece ha scritto un tema sulla poesia in cui nel groviglio di una prosa sgrammaticata e barbarica, degna dell’attuale scuola italiana, si intravvede la profondità di un’anima. E così, dice la prof, «mentre leggevo ero trascinata dentro una simpatia così grande che avrei dato la vita per questo ragazzo».
2. Una imprenditrice dice a un amico di aver cambiato vita, e in meglio, nel seguire il marito gravemente malato. «Il potere e la bellezza, quando c’è uno non c’è l’altro. Che esperienza vertiginosa si fa nell’abbandonare l’idea di egemonia sulla realtà!». Parla, questa donna, di «obbedienza disobbediente» (cioè anche di quando «il cuore non c’è fino in fondo») e di «autosufficienza» come «posizione subdola, che non dà uno sguardo aperto sulla vita». Infine cita un salmo, il 23. «Davanti a me Signore tu prepari una mensa sotto gli occhi dei nostri nemici».
3. Sono un uomo e una donna pieni di acciacchi. Hanno avuto tre figli e trascorso una vita dura. Fanno più di centocinquant’anni in due e non è stato sempre facile non rompersi i piatti in testa. Però sono sposati da cinquant’anni e adesso hanno festeggiato le nozze d’oro. Con una Messa di ringraziamento hanno rinnovato davanti a Dio e al popolo (figli, nipotini, amici e conoscenti) l’antica promessa di rimanere uniti, insieme «nella buona e nella cattiva sorte». Dunque, ha detto il prete che ha celebrato Messa, «la fedeltà è possibile». Dunque, la fedeltà è possibile non perché non ci sono tradimenti ed errori, ma perché si ha «dolore e coscienza di essere peccatori (nel senso di “mancanti di tutto”)». Dunque, «ogni tanto vedo certi genitori che guardano i loro figli come se fossero loro lo scopo della vita dei loro figli (i quali sembrano così dei sequestrati)». «Ma per voi non è stato così, come dimostra l’affetto che vi circonda. Insomma, è una bella grazia arrivare a ottant’anni così».
4. Un prete indonesiano dice Messa a un gruppo di adulti e famiglie della Fraternità di Comunione e liberazione (a cui dice: «Sono anni che sento parlare di voi, ma non vi avevo mai conosciuti») e nella predica racconta una favola che gli raccontava sua mamma quando lui era piccolo: «C’era una volta un uomo di statura molto bassa che decise di intraprendere un lungo viaggio per cercare Dio. Un giorno, mentre se ne andava in giro per il mondo, il piccolo uomo cadde in una buca più alta di lui. Così cominciò a cercare aiuto alla gente che passava di lì, ma nessuno si fermò, tranne Gesù. Il quale scese nella buca, si inginocchiò, fece salire sulle sue spalle l’omino e questi saltò fuori». Commento del prete di un paese di 234 milioni di abitanti il 99 per cento dei quali musulmani: «Solo adesso capisco il senso della favola che mi raccontava mia madre: la salvezza non è uno sforzo, ma riconoscere una presenza che c’è. Perché c’è». Buon Natale.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!