Per il bene dell’Italia
Fisco, sicurezza, immigrazione. Di questi tre buchi neri nella politica governativa gli italiani ne hanno veramente piene le tasche. Lo ha capito quel fiutatore di movimenti che è Umberto Bossi e l’ha detto, il leader della Lega, nel suo “potente” (l’aggettivo è del Corriere della Sera) comizio di domenica scorsa a piazza Duomo, Milano, applaudito perfino dal governatore rosso del Piemonte, Mercedes Bresso. «Il paese è stufo. Stufo di vedere ogni giorno faccende come quella del generale Speciale. Meglio dare la libertà, un po’ di federalismo piuttosto che affrontare le tensioni». Intanto a interpretare le viscere del Nord ci pensano le istituzioni. Di cui i governatori della Lombardia e del Veneto, forti anche del messaggio portato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella sua recente visita in Lombardia («Avanti col federalismo fiscale!», ha detto il capo dello Stato suscitando la standing ovation dei milanesi) non sono certo parte minore.
Così, mentre l’anno mirabile di Romano Prodi si conclude con il disastro istituzionale del caso Speciale, una Finanziaria che aggrava il debito pubblico e un paese stufo dell’insicurezza e della confusione, Roberto Formigoni e Giancarlo Galan, i due super governatori del Nord, reagiscono all’unisono alla condizione di paese infelice e smarrito che viene raccontata anche sulle pagine del New York Times. Come? Intanto stringendo un patto d’intenti e scegliendo le pagine di Tempi per annunciare il contrattacco al partito della decadenza. Quale? Roberto Formigoni è un fiume in piena: «Per smuovere la morta gora in cui si è arrivati nel rapporto tra Regioni e Stato e, soprattutto, per risolvere i problemi del Nord la cui mancata soluzione penalizza fortemente l’intero paese, proponiamo un nuovo patto politico che riguardi tutto il paese, promuova una nuova articolazione dello Stato e l’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Quindi nessuno strappo, nessun velleitarismo secessionista, ma una proposta politica di federalismo reale, concordata e contratta tra Regioni e Stato. Su questa linea avanziamo tre proposte forti. Primo: Lombardia e Veneto sono disposte ad accettare la sfida di diventare Regioni a statuto speciale assumendo esclusivamente le competenze che hanno tali Regioni e rinunciando a qualsiasi altro tipo di privilegio. In altre parole: se le attuali Regioni speciali hanno poteri e disponibilità finanziarie superiori a quelli di tutte le altre Regioni ma non contribuiscono al Fondo di solidarietà per le Regioni economicamente svantaggiate, noi diciamo: non solo non vogliamo ottenere alcun privilegio economico e continuare a finanziare il Fondo di solidarietà interregionale, ma, in sede di trattativa politica con lo Stato, siamo perfino disposti ad assumerci una quota del debito nazionale. Seconda proposta. Il tema della sicurezza. Sappiamo che questo è il tema che sta in cima alle preoccupazioni dei nostri cittadini. Bene, siccome Lombardia e Veneto sono le due Regioni più esposte su questo versante, fermo restando le leggi nazionali in vigore, noi chiediamo la nomina di un commissario governativo che insieme ai due presidenti si occupi di implementare e gestire con rapidità ed efficacia le risposte ai problemi della sicurezza in Lombardia e Veneto. Terza proposta: proponiamo di prendere in gestione a livello regionale le articolazioni dello Stato sul territorio. In pratica: il demanio, i beni architettonici, quelli paesaggistici, eccetera. Sono dieci anni che lo Stato promette di valorizzarli e non riesce nell’impresa. Bene, diciamo noi, lo Stato lasci alle Regioni che hanno già ampiamente dato prova di efficienza e razionalità il compito di valorizzare questo patrimonio. Ancora, le sovraintendenze, la stessa agenzia delle entrate nazionale, che ad oggi si dimostrano spesso incapaci di stabilire un rapporto positivo con il cittadino e di rendere. Noi diciamo: siano lasciate in gestione alle Regioni in un accordo con lo Stato, per cui è chiaro che tutti questi beni rimangono di proprietà dello Stato. Anche qui, non è che chiediamo un euro in più. Chiediamo soltanto di assumerci la sfida del buon governo, dell’efficienza e della modernizzazione».
Il “quasi regime” della sinistra
Sulla stessa lunghezza d’onda è Giancarlo Galan, il governatore della Regione Veneto. Il quale però aggiunge la denuncia di un «quasi regime strisciante» e, oltre ai tre punti formigoniani, propone di mobilitare i cittadini con un referendum consultivo che acceleri l’iter legislativo sul federalismo fiscale. Quanto ai pericoli di regime, Galan spiega a Tempi: «Il problema è che se forse non è del tutto vero che questo governo agisce secondo metodi, criteri e prepotenze istituzionali proprie di un “regime”, è senz’altro vero che c’è una sinistra assai poco “democratica” perché agisce come “piovra” in ogni campo della società italiana. Nel suo farsi “piovra” si serve di una buona parte della magistratura; degli organi di informazione; dello sconfinato apparato artistico-culturale-televisivo-editoriale da sempre a suo servizio. E se il “regime” della sinistra trova un qualche ostacolo, non esita un solo istante pur di abbatterlo, anche se si tratta di colpire giudici o generali o giornalisti o consigli di amministrazione».
«È in questo clima politico – prosegue Galan – che va considerata la questione delle questioni, almeno secondo il nostro punto di vista. Ciò che noi riteniamo indispensabile per il futuro delle nostre due Regioni e quindi dell’intero paese è il federalismo fiscale».
Se la Bresso sta con Bossi
Ma di federalismo fiscale non c’è traccia nella Finanziaria. E nemmeno in qualche altro atto compiuto da Prodi o dai suoi ministri. «Infatti. Per questo vogliamo accelerare. Siamo stanchi di dover sopportare l’ingiustizia di una così insopportabile “sottrazione” di ricchezza, che è la nostra ricchezza. Ci portano via i nostri soldi e in cambio abbiamo tasse. Da una parte sappiamo che l’export del Nord-Est nei primi nove mesi di quest’anno è cresciuto in valore assoluto tre volte di più dell’intera Francia. Dall’altra, come Veneto, anticipiamo a questo Stato un miliardo e ottocento mila euro per sostenere la sanità del Centro-Sud. Dove per anticipare intendo che ci vengono sottratti quasi due miliardi di euro». Dunque? «Dunque, sarebbe giusto e urgente poter avviare nel concreto l’organizzazione di un referendum consultivo con il quale chiedere l’applicazione del federalismo fiscale». Dunque, se domenica scorsa è stata la Lega a portare in piazza i primi squilli di rivolta, ora sono i governatori delle due più grandi e produttive Regioni del Nord a scendere in campo.
Nei bunker della politica romana forse non è ancora chiaro il rivolgimento che si sta producendo nel profondo di quella parte di paese che va da Torino a Trieste, da Milano e Venezia? Chissà. Intanto al Nord è ormai chiaro a tutti che ogni giorno che passa con Romano Prodi a cavallo, è un giorno di lutto per la tenuta del sistema Italia. Perché lo dicono Umberto Bossi e Formigoni, Galan e il sindaco di Milano Letizia Moratti? No. Questa volta non è questione di riti padani e ampolle offerte al dio Po. Questa volta basta leggere nei fatti di cronaca dove sta andando l’Italia. Hanno ragione a vedere (lo vede anche La Stampa di Torino, quotidiano non certo antigovernativo e ultrafederalista) nell’Eurostar fermo su un binario morto del Sud mentre in contemporanea si celebrava il battesimo del treno siluro che dal dicembre 2008 percorrerà in un’ora i 180 chilometri della tratta Milano-Bologna, il simbolo di un paese che la marcia a due velocità sta rischiando di spezzare davvero in due tronconi.
Come fiamminghi e valloni
Minaccia tanto più seria, oggi, perché non viene dalle idee, ma dai fatti. I quali, testardamente, sono lì a raccontare che è molto improbabile che l’arroganza di un premier che non ha avuto fino ad oggi la dignità politica di riconoscere il fallimento della sua leadership possa evitare, avanti così, una situazione come quella che si sta verificando in Belgio tra fiamminghi e valloni.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!