Dieci in condotta
Regione Lombardia chiama scuola, fase due. Fin dalla nascita, si può dire, la Lombardia ha infatti capito che la chiave dello sviluppo è l’educazione; e fin dalla nascita è stata all’avanguardia negli investimenti nel campo dell’istruzione, sostenendo la libertà di scelta e il diritto allo studio dei capaci e meritevoli con molteplici interventi. Ed è stata tra l’altro la prima a riconoscere che il “diritto allo studio” è un diritto di tutti, indipendentemente dal tipo di scuola frequentato, e a non discriminare tra allievi di scuole statali o non statali. Ora le diverse tipologie di intervento sono state riviste e integrate nella “dote istruzione”: un’iniziativa che, innestandosi sull’esistente, permetterà all’intero sistema di distribuzione di risorse destinate alle famiglie per la copertura delle spese per l’investimento nell’istruzione di compiere un decisivo salto di qualità. Al cuore del progetto Dote stanno due innovazioni, destinate a rendere l’intero sistema più semplice e immediato.
Primo: un’unica procedura per la richiesta. Dall’inizio del 2008 sarà infatti disponibile on line la modulistica elettronica attraverso cui, con un solo clic, si potrà far domanda per i diversi tipi di contributo previsti. E per chi ha poca familiarità con l’elettronica i comuni stanno implementando degli appositi punti di informazione e assistenza. Secondo: un contributo versato in anticipo. Fino ad oggi il sistema prevedeva che i contributi arrivassero a spese effettuate e comprovate: certo un bel sollievo alla vista dell’assegno, ma intanto i soldi bisognava tirarli fuori prima, e per molte famiglie era un problema. Col progetto Dote invece il percorso si ribalta: fatta la domanda, tutti coloro che hanno i requisiti ricevono il loro voucher, col quale possono far fronte alle spese immediatamente. Semplice, chiaro, efficace: «significativo e innovativo», per usare gli aggettivi con cui ha presentato l’iniziativa l’assessore Rossoni.
Ma la “dote istruzione” non si limita alla semplificazione delle procedure; l’intero ambito dei contributi è stato infatti riordinato e razionalizzato. Dall’anno venturo così la Regione erogherà quattro tipi di dote: una per merito, una per favorire la permanenza nel sistema formativo degli studenti provenienti da famiglie meno abbienti, una per sostenere la libertà di scelta e infine una per sostenere gli studenti disabili. La dote per il merito andrà a tutti gli studenti che raggiungono risultati eccellenti: gli allievi più brillanti riceveranno un contributo di 500 euro per ciascuno degli anni che vanno dalla prima alla quarta superiore, e di mille euro per la terza media e la quinta superiore. Un sistema semplice e concreto per “promuovere l’eccellenza”: espressione oggi inflazionata, ma che Roma promuove solo a parole, Milano coi fatti. La dote per la permanenza nel sistema formativo prevede invece un contributo per i servizi accessori – dai libri di testo alla mensa – di 120 euro all’anno per le scuole elementari, 220 per le medie e 320 per le superiori per tutti gli studenti con un reddito familiare Isee al di sotto dei 15.400 euro. Un contributo per chiunque ne abbia necessità, in omaggio al dettato costituzionale secondo cui, per gli alunni «capaci e meritevoli e privi di mezzi» la Repubblica rimuove gli ostacoli che impediscono «l’accesso ai più alti gradi dell’istruzione» (art.34 Cost.). La dote per la libertà di scelta, perché le famiglie siano più libere di decidere in quale scuola, pubblica o paritaria, mandare i propri figli. Le quote rimangono quelle dell’ormai consolidato buono scuola, cioè il rimborso del 50 per cento o del 25 per cento della spesa dichiarata, fino a un massimo di 1.050 euro, a seconda della situazione reddituale della famiglia; ma si aggiunge un’integrazione ulteriore per gli studenti con reddito Isee fino a 15.458 euro: 500 euro all’anno per la scuola primaria, 700 per le medie e mille per le superiori.
Contributi su cui contare
Infine la dote per gli studenti disabili che frequentano le scuole paritarie – a cui lo Stato non riconosce i contributi specifici che destina solo agli studenti delle sue scuole – che prevede un contributo annuo di tremila euro. Tale azione non solo costituisce uno strumento di accompagnamento permanente della persona disabile nel percorso di istruzione, formazione e lavoro ma al contempo valorizza le attività, la progettualità e il ruolo delle cooperative sociali. Ma non è tutto. L’altro fattore chiave del progetto Dote, a completare l’offerta alle famiglie di certezze stabili, è la sua continuità: una volta concesso, il contributo è garantito – salvo ovviamente che permangano i requisiti – per l’intero ciclo di studi. Ciascuna famiglia insomma potrà sapere con certezza su quali risorse contare per l’istruzione dei figli, richiederle in modo semplice, ottenerle tempestivamente in modo da non dover anticipare spese che a volte scoraggiano, metterle con sicurezza in preventivo per tutta la durata del ciclo di studi. Nella presentazione dell’iniziativa, il presidente Formigoni ha sottolineato che si prevede che nell’insieme i contributi raggiungeranno circa 105 mila studenti sugli ottocentomila che frequentano le scuole della regione. «È un grande aiuto alla libertà di scelta, perché riteniamo che ciascuno debba essere messo in grado di scegliere liberamente».
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