Piccole notizie nella storia (come le guglie di Gaudí)
In un inizio d’anno che comincia caratterizzato dalla bellezza di paesaggi e monumenti visti tra le pianure camarguesi tagliate dal mistral, in un effetto globale che fa ritrovare a Monza come ad Arles e a Barcellona gli stessi babbi natale di plastica spiaccicati ai muri delle case, all’insegna di solite previsioni che decretano un corso che pare avere già un destino compiuto, si impone ancor più l’azione, libera, dell’uomo. Il gesto dell’uomo che unico, imprevedibile, può cambiare un attimo della vita o la storia stessa. Piccoli gesti, come il prete francese che decide di intonare alla fine di una Messa il Salve Regina in latino, e a quei turisti pellegrini italiani non sembra vero non dover borbottare tra sé e sé preghiere in italiano ma poter partecipare al coro di tutta la cristianità. E i gesti conviviali tra due famiglie che rinsaldano un’amicizia universitaria dopo molti anni, fonte di chissà quale cambiamento in una città come Barcellona che ha una faccia bellissima e internazionale, che mostra le sue radici nel museo d’arte catalana, radici cristiane, e da lì eleva al cielo il grido della Sagrada Familia di Gaudí, grido cristiano, che solo il mostro nero dell’ideologia può aver ridotto da universale che sarebbe a così provinciale nelle aspettative. Ed è qui che ci arriva notizia dell’ultimo atto di Giuliano Ferrara, della sua “dieta speciale” per la libertà di nascere, che nel provincialismo prevedibile delle chiacchere con cui è ricominciato il nuovo anno dà la medesima sensazione dell’imprevedibile delle guglie di Gaudí. Gaudí, l’architetto che nel 1906 era deriso dagli intellettuali dell’epoca ma il cui nome ancora oggi si staglia nei cieli catalani.
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