Le tappe
Il voto
27 dicembre 2007
14 milioni di elettori sono chiamati alle urne per le presidenziali. Candidati il presidente uscente Mwai Kibaki (di etnia kikuyu) e il leader dell’opposizione Raila Odinga (di etnia luo).
I sospetti
29 dicembre 2007
Mentre tarda l’annuncio dei risultati ufficiali iniziano i primi scontri tra kikuyu e luo. Odinga (nella foto) reclama la vittoria: i dati parziali lo danno in vantaggio di 38.000 voti.
La protesta
30 dicembre 2007
La commissione elettorale proclama la vittoria di Kibaki per meno di 300 mila voti. Odinga non accetta il risultato e migliaia di suoi sostenitori scendono in piazza a Nairobi. Scontri e violenze si registrano in tutto il paese: 300 i morti. L’episodio più grave e Eldoret, nella regione occidentale, dove 50 persone muoiono arse vive in una chiesa dove avevano cercato riparo.
Verso la verifica
3 gennaio 2008
Amos Wako, procuratore generale del Kenya, auspica l’apertura di un’inchiesta indipendente sull’esito del voto. Kibaki e Odinga si accusano a vicenda di genocidio.
Le mediazioni
4 gennaio 2008
Kibaki chiede la fine delle violenze, si dice pronto al dialogo quando sarà tornata la calma e fa sapere di non essere contrario all’ipotesi di un governo di coalizione, appoggiata anche da Usa e Ue. L’opposizione chiede un nuovo voto entro tre mesi. La Banca mondiale annuncia che la crisi in Kenya potrebbe avere «significative» conseguenze economiche sull’intera regione.
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