Fa’ rispondere i “cattolici in ascolto”
Mio caro Malocoda, se non conosci il detto “fare ammuina”, munisciti del Regolamento della Real Marina del Regno delle due Sicilie del 1841 e di un buon dizionario napoletano e: «All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso: chi nun tiene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘llà». Non ti sembri irriverente il paragone, ma è quello che devi suggerire a tutti coloro che intendono intervenire sulla proposta che sta agitando l’Italia (per ora) di una moratoria sull’aborto conseguente all’approvazione di una moratoria sulla pena di morte all’assemblea delle Nazioni Unite. Finora il meglio l’hanno dato gli autonominatisi “cattolici adulti”, quando parlano prendi nota e imitane la raffinata arte di essere col pensiero sempre altrove rispetto al punto della questione.
Dunque, devi sapere che il cattolico cosiddetto adulto ama definirsi anche “cattolico in ascolto”. In questo campo la sua particolare abilità consiste nel decidere in quali situazioni ascoltare e in quali parlare, di solito scambiandole tra loro. Se chi parla esprime un dubbio su verità autoevidenti, o una critica alla Chiesa, loro tendono l’orecchio. Se chi parla invece è un vescovo, foss’anche quello di Roma, dimostrano una sordità invidiabile e sfoderano una loquacità ex cathedra a briglie sciolte. Gente in malafede potrebbe dire che hanno perso un’ottima occasione per tacere; noi, che non abbiamo retropensieri (noi diavoli siamo sempre in buona fede), plaudiamo a questa libertà di pensiero che si esprime con parole in libertà. Prendi il caso di Rosy Bindi, ministro della Famiglia. Intervenendo sulla proposta di moratoria avanzata da Giuliano Ferrara (ateo? Che Dio l’abbia in gloria, noi proprio non ci riusciamo), proposta appoggiata da un gruppetto di cardinali (Bagnasco, Ruini, Caffarra, Martino, Gracias), l’esponente del Partito democratico ne ha considerato la possibile ricaduta politica (bisogna, ricordatelo, essere sempre pronti a parlare di valori e mai di princìpi universali) e ha puntato il dito accusatore: sull’applicazione della legge 194 sull’aborto, i cattolici «debbono farsi un esame di coscienza». «Se la legge 194 – ha detto – è stata applicata solo limitatamente agli articoli sull’interruzione della gravidanza e non anche, come dovrebbe essere, sulla tutela della maternità, è perché quella legge è stata combattuta e chi lo ha fatto è stato principalmente il mondo cattolico». Quanto all’ascolto, questa volta niente da fare anche per il mondo della scienza, sentenzia infatti Rosy Bindi che sul fronte del progresso scientifico «non ci sono stati cambiamenti tali da giustificare la riapertura di un iter legislativo» della legge sull’interruzione della gravidanza e in ogni caso «il paese non è pronto per una lacerazione così profonda». Le resta un problema. Trovare qualcuno che l’ascolti. Inizia tu.
Tuo affezionatissimo zio Berlicche
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