Non c’è un’emergenza rifiuti

Di Togni Paolo
10 Gennaio 2008

Comincia il 2008, e col 2008 il quattordicesimo anno dell’emergenza rifiuti nella Regione Campania: la situazione è grave, ma non è seria. La gestione dei rifiuti è un’attività industriale che ovunque produce redditi altissimi e margini che non trovano uguali in altri settori: solo la Campania, unica al mondo, vede i conti ufficiali del settore, gestito da un commissario del Governo, in profondo rosso. Quasi cento milioni di euro l’anno è il costo medio, che però era molto inferiore nel 1994 ed è molto maggiore, e crescente, negli ultimi anni: ogni italiano paga più di due euro l’anno senza evitare che le strade della Campania siano invase da immondizia. Da questa situazione traggono profitti economici la camorra e i piccoli amministratori di-    sonesti; e profitti almeno politici i vertici di Comune e Regione, che gestiscono il consenso sociale derivante da quegli ampi settori di cittadinanza che non sono direttamente coinvolti nella malavita organizzata, ma che tuttavia innervano il loro modo di essere con la struttura della camorra. Tutto questo avviene nel quadro istituzionale di uno stato d’emergenza, dichiarato ai sensi della legge sulla Protezione Civile. Chi volesse sapere cosa c’entra la Protezione Civile con la monnezza di Napoli avrebbe una legittima curiosità, alla quale sarebbe difficile trovare una risposta sensata. Sarà opportuno allora ricordare che la normativa sulla Protezione Civile prevede che in circostanze “di emergenza”, definite tali dal Consiglio dei Ministri, basti un decreto del presidente del Consiglio per definire quali norme possano essere derogate e come. Si tratta di una procedura che, modificando competenze, poteri ed equilibri tra gli organi dello Stato, anche costituzionali, ha motivo di applicazione legittima quando si verifica una vera emergenza, una situazione grave, non prevedibile, che richiede interventi decisi a tutela della vita e della salute dei cittadini, organizzati anche con qualche sacrificio per le norme ordinarie. Niente a che vedere, cioè, con l’incapacità di sindaci, presidenti di Regione e amministratori a gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nella Campania, che è sì una situazione difficile da gestire, ma dal punto di vista tecnico giuridico non può essere considerata una emergenza. E allora? Allora succede che incapacità di amministrare, collusioni con la malavita organizzata e bramosia di denaro male acquisito si incrocino e si intreccino tra di loro, per determinare uno stato di cose nel quale l’immondizia sulle strade del napoletano non è la cosa più sporca, come vedremo la prossima settimana.

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