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4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, di C. Mungiu
Senza fronzoli
A Bucarest, sotto il regime comunista, una studentessa cerca di abortire
La stanza grigia dell’albergo e la luce gialla. E due studentesse. Una deve abortire, clandestinamente, perché il regime non lo permette. E, alla fine, lo fa, nel modo più terribile. Prende quel corpicino coperto di sangue e lo butta via. Secondo il regista non è un film sull’aborto ma sul regime oppressivo di Ceausescu. In realtà è un film sul regime, ma soprattutto un film che mostra senza fronzoli che cosa è l’aborto: un bambino buttato nel cesso o scaraventato dal settimo piano di un palazzo.
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