Oltre alla reclame, la qualità
Una volta la pubblicità si chiamava “reclame” e, con il Carosello della sera alla tv, stampava nella nostra testa la marca di un prodotto: al momento dell’acquisto non c’erano esitazioni, quello valido nella categoria era lui. Poi, timidamente, sono comparsi loro, i prodotti con il marchio dell’insegna del supermercato: pochi, solo nelle merceologie più importanti, spesso di forma e colore uguali al “leader”. Oggi, spinte dalla forte volontà delle catene distributive, le marche private rappresentano più del 13 per cento della quota di mercato con una possibilità di ulteriore crescita, alla luce dei dati europei, di almeno 10 punti. Denominatore comune l’affidabilità qualitativa: sono “firmate” dall’insegna che, per azzerare ritorni negativi sull’immagine, controlla scrupolosamente ogni fase del processo produttivo. La fidelizzazione del consumatore viene ricercata anche grazie all’ampliamento dell’offerta che, nelle catene più evolute, si è segmentata: sono infatti comparse linee specifiche rivolte al benessere nutrizionale, ai bambini, all’alta gastronomia. A Bologna il 17 e 18 gennaio mostra convegno dedicata: Marca (www.marca.bolognafiere.it).
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