Ideologia da lettino
Grazie a una recente polemica causata da una decina di articoli e interviste pubblicati con grande evidenza dal quotidiano Liberazione, tutti tesi ad accusarmi di omofobia e di aver creato una rete clandestina di terapeuti cattolici con la finalità di curare i gay, ho potuto esprimere alcune considerazioni inerenti un tema spesso sottaciuto: i cattolici e la psiche. Infatti, abbandonate le modalità istrioniche con cui Liberazione ha polemizzato con me, è nato un dibattito interessante: gli psicologi e gli psicoterapeuti rispettano i codici valoriali dei loro pazienti credenti? Sia lo psichiatra Leonardo Ancona su Repubblica sia lo psicoanalista Claudio Risé su Avvenire e su Tempi hanno sostanzialmente confermato che in Italia più che altrove i pazienti credenti non vengono rispettati nella loro dimensione spirituale da psicologi e psicoterapeuti. La questione omosessuale ne è l’esempio clamoroso. Come scrive Risé, perché un paziente che vive come egodistonico il proprio orientamento sessuale, anche sulla base del proprio sistema valoriale, non dovrebbe essere aiutato a mettersi in discussione e a verificare sino in fondo la propria situazione? Perché dovrebbe essere solo incoraggiato ad assumere, quasi per legge, la condizione di gay? Insomma, secondo Risé l’ascolto e l’accoglienza del dolore umano hanno un grande nemico: l’ideologia, che pretende di distinguere le sofferenze giuste da quelle ingiuste.
L’Ordine degli psicologi, osserva Risé, ha immediatamente ritenuto di sostenere la polemica dell’Arcigay contro coloro che sollevano dubbi, dimenticando che il sistema classificatorio dell’Oms ancora prevede come disturbo l’orientamento sessuale egodistonico, ritenendo in questi casi che l’individuo possa cercare un aiuto terapeutico per cambiare la propria preferenza sessuale (Icd X F66). Perciò alcune dichiarazioni di autorevoli esponenti dell’Ordine degli psicologi a molti sono sembrate più un cedimento all’ideologia che una corretta valutazione scientifica. E allora, al di là delle polemiche, non sarebbe giusto avviare una discussione, questa sì, scientifica e deideologizzata?
Nessuno è neutrale
Ecco i punti che secondo me vanno messi sul tavolo. Primo: nessuna terapia riparativa tout court. Da tempo sostengo che il termine riparativa sia ideologico, come quello affermativa. È vero che il concetto di riparazione ha una lunga tradizione in ambito psicoanalitico, ma oggi ha assunto una accezione ideologica pari al concetto di terapia affermativa. Dal mio punto di vista esiste la terapia, secondo modelli convalidati scientificamente, ed esiste la domanda di psicoterapia. Esiste il lavoro di decodifica del terapeuta ed esiste il consenso del paziente. Si può discutere di questo? Secondo: nessuna diagnosi di omosessualità. Questo non vuol dire non prendere in esame ciò che il sistema di classificazione ufficiale dell’Organizzazione mondiale della sanità chiama sessualità egodistonica e comprende nella categoria Psychological and behavioural disorders associated with sexual development and orientation. Attenzione! L’Icd-X (il più ufficiale e recente sistema di classificazione) chiarisce che vale per tutti: eterosessuali, omosessuali e bisessuali e specifica che l’orientamento sessuale da solo non riguarda questo disturbo. Terzo: rispetto dei codici valoriali del paziente e della dimensione religiosa e spirituale dei pazienti. Quarto: la presunta neutralità del terapeuta. Il concetto di neutralità è pieno di molte buone intenzioni, ma innumerevoli studi metodologici ed epistemologici dimostrano che il terapeuta non è neutrale. Sostenerne la neutralità è semplicemente antiscientifico. E allora: non è forse più etico (ma direi semplicemente onesto) dichiarare le premesse antropologiche e i presupposti epistemologici che sono dietro ogni modello terapeutico? Mi auguro che si possa avviare un dibattito sempre meno pervaso da componenti ideologiche e che qualcuno voglia cominciare a porsi la questione: che vuol dire in psicoterapia rispetto del codice valoriale del paziente?
*presidente Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici
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