Inps, nel 2010 boom di pensioni d’anzianità: la percepisce un cittadino su tre
Circa un cittadino su tre riceve un trattamento pensionistico dall’Inps, oltre la metà delle pensioni erogate, precisamente il 50,8%, è inferiore a 500 euro al mese. Nel 2010 si è verificato un vero boom di pensioni d’anzianità: l’hanno ricevuta infatti in 174.729 a fronte dei 100.880 registrati nel 2009, per un aumento del 73%.
La crescita ha seguito un anno, il 2009, nel quale il numero di pensioni di anzianità era stato molto basso a causa del passaggio dei requisiti da 58 a 59 anni a fronte di 35 di contributi. Nel 2011 con il nuovo “scalino” da 59 a 60 anni e l’entrata in vigore della finestra mobile (grazie a cui i lavoratori dipendenti andranno in pensione dopo un anno dalla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi e i lavoratori autonomi dopo 18 mesi) si prevede un nuovo calo. Questo è il quadro che emerge dal rapporto annuale dell’Inps presentato oggi alla Camera sul sistema previdenziale.
Il rapporto è stato presentato dal presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, che ha assicurato la tenuta del sistema pensionistico: le pensioni delle giovani generazioni non sono a rischio. Secondo Mastrapasqua «l’equilibrio e la stabilità raggiunti dal sistema non sono stati conseguiti a scapito delle giovani generazioni. Ma la qualità della loro pensione di domani si costruisce oggi».
Accanto alla necessità di una crescita economica del sistema, ha ricordato, «c’è una necessità che deve essere ribadita ai giovani e ai meno giovani: bisogna lavorare più a lungo. La fuga dal lavoro è un approccio incompatibile con l’allungamento dell’età anagrafica. Non è mai troppo presto per pensare alla pensione ma non è mai troppo tardi per lasciare il lavoro, anche quando è discontinuo e flessibile».
Anche per il governo lo scenario tracciato dall’Inps non necessita comunque di alcun intervento. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi non ne vede le ragioni visto che «il sistema è sostenibile, c’è una unanime lettura sulla condizione di stabilità: nessun nuovo intervento nel settore pensionistico».
E’ intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, ricordando che l’Italia «ha tanti problemi antichi, che derivano dal passato, e problemi attuali, che derivano dalla crisi mondiale. Problemi che riguardano anche il nostro domani ma se li sapremo affrontare, ognuno per la propria responsabilità, il nostro Paese ne uscirà e ne uscirà bene».
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