La sfida del Sabato santo
Gentile direttore, provo ad immedesimarmi in questi momenti alla situazione vissuta dai discepoli e dalle donne che erano con loro 2020 anni fa. Avevano avuto Lui, chi per anni, chi per poco, e Lui aveva straordinariamente stravolto le loro vite. Aveva insegnato loro che nulla è impossibile a Dio, aveva trasmesso un gusto nuovo per la vita e per ogni suo dettaglio, gli aveva resi più amici, più veri nella vita che ciascuno conduceva, erano cambiati.
È sabato, chissà se saranno riusciti a dormire quella notte, sgomenti di fronte a tanto odio ed alla “sconfitta” di Colui che era il Figlio di Dio. Me li immagino stravolti, combattuti, tra quello che avevano visto fino a quel momento, una Bellezza e novità incancellabili, che prometteva non poter finire mai, e quella morte così truce, che ai loro occhi pareva aver spazzato via tutto. Ecco, vorrei fermare l’istantanea dell’immedesimazione qui.
Perché questa è la sfida nostra, a cui tutti i giorni siamo chiamati a metterci in gioco. Viviamo un periodo in cui dolore e paura, crisi e sacrifici, prospettive economiche non floride la fanno facilmente da padrone, e ciascuno spesso e volentieri è portato a ragionare così, come se appunto tutto fosse determinato da ciò che è visibile al momento ai nostri occhi, come se potessimo giudicare solamente ciò che si vede all’istante, come avessimo una Polaroid al posto dello sguardo.
Ma c’erano stati quei tre anni prima, e quei volti attorno. Me li immagino scossi, a chiedersi e richiedersi se avevano sognato o meno, se si ricordavano le Sue parole, se secondo loro sarebbe tornato e quando. Poi è risorto.
Noi di fronte alla realtà che spaventa spesso dimentichiamo che l’unico criterio con cui si può affrontare la vita è Qualcosa che ci è accaduto, ed i volti vicino a noi sono testimoni di questo, per loro e per noi: forse sarebbe interessante riscoprire per ciascuno un’amicizia così, volta a guardare l’Essenziale, e ricercarlo costantemente, anche dentro le fasi più complesse della vita.
«Oh Dio, che hai sollevato l’uomo dalla sua caduta, ti supplichiamo: vieni in aiuto alla nostra debolezza e donaci occhi per contemplare i segni del tuo amore disseminati nel nostro quotidiano». (Dalla Via Crucis di Papa Francesco, 2020).
Buona Pasqua!
Fabio Pesaresi
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