Il leader socialista e Primo ministro in carica cerca accordi con i nazionalisti catalani e baschi per confermare il governo. «Se imbocca questa strada, il Psoe perde la ragione sociale della sua esistenza», dice la giornalista Cristina Lopez Schichtling
Il primo ministro e leader socialista spagnolo Pedro Sanchez (foto Ansa)
«Nessuno qui in Spagna si fa illusioni: i leader storici del partito socialista e gli intellettuali di quell’area sono contrari agli accordi che Sanchez sta stringendo coi nazionalisti per essere confermato capo del governo, ma i deputati e i ministri attuali sono gente che pensa solo alla carriera, quindi voteranno tutti a favore dell’accordo. Se può farlo, Sanchez lo farà. Solo grandi manifestazioni popolari in difesa della Costituzione e dell’unità della Spagna possono fermarlo, solo una rivolta sociale, ma oggi prevale l’indifferenza, una totale indifferenza. Attraverso le reti sociali si stanno convocando proteste spontanee contro il progetto di amnistia a favore dei golpisti catalani, ma sono iniziative anonime».
I nazionalisti sono, in Spagna, i partiti catalani e baschi che sognano l’indipendenza rispettivamente della Catalogna e di Euskadi, il paese basco, e a parlare così a Tempi delle manovre di Pedro Sanchez, il capo di governo socialista che sta facendo di tutto per confer...