Intervista all’ex ministro Shamseddine che si dice «ottimista» per l’elezione del generale cristiano a presidente della Repubblica. E non risparmia critiche al “Partito di Dio”: «Era Teheran, non noi, ad avere bisogno di questa guerra, ed è stato un completo disastro»
Il neo eletto presidente del Libano Joseph Aoun in posa per la foto ufficiale prima della cerimonia per il giuramento in Parlamento a Beirut, 9 gennaio 2025 (foto Ansa)
Prosegue il viaggio di Tempi in Libano per raccontare come il paese sta cercando di rialzarsi dopo la devastante guerra tra Hezbollah e Israele scoppiata in mezzo a una drammatica crisi economica. Puoi aiutarci a sostenere le spese per il reportage attraverso una donazione al Fondo Più Tempi. Per leggere tutti gli articoli della serie clicca qui.
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Un palazzo sbriciolato da un bombardamento israeliano. Un murale del leader palestinese Yasser Arafat dall’espressione trionfante. Un posto di blocco presidiato da un soldato, fucile alla mano. E poi, subito dopo il muezzin che chiama tutti i musulmani alla preghiera dalla moschea vicina, poco più lontano un altro che inneggia durante un rito funebre all’ultimo «martire», il cui corpo è stato da poco ritrovato tra le macerie di un edificio distrutto prima dell’entrata in vigore del cessate il fuoco, quasi due mesi fa, in Libano.
Non è difficile capire che si è entrati a Dahieh, sobborgo a sud di Beirut, quartiere a maggioranza sciita, us...