In Belgio nasce Eutanasia STOP, contro l’ampliamento della legge ai bambini e ai dementi
tratto da Zenit.org – Un gruppo di docenti universitari, professionisti della salute ed avvocati provenienti da varie regioni del Belgio e da vari orizzonti filosofici, ha annunciato la creazione del sito internet Euthanasie STOP. Per l’occasione, gli iniziatori hanno lanciato anche un appello: «Voi non siete favorevoli all’ampliamento della legge sull’eutanasia ai minori e alle persone dementi: fatelo sapere! Condividete il vostro punto di vista critico sul sito Euthanasie STOP».
Alla domanda «Perché Eutanasia STOP», il sito spiega che la legge approvata nel maggio del 2002 «crea un quadro che permette ad un paziente di formulare una domanda di eutanasia e ad un medico di accedervi, a certe condizioni, senza commettere una infrazione penale». Secondo i promotori di Eutanasia STOP, è arrivato il momento di lanciare l’allarme, visto che oggi sono in discussione in Parlamento delle «nuove proposte di legge che mirano ad ampliare il campo di applicazione della legge ai minori di età e alle persone dementi». La mossa – avvertono i firmatari – sembra godere dell’appoggio della maggior parte dei partiti.
Questa scelta, però, non è condivisa da tutti i cittadini, e sfortunatamente l’accesso ai media tradizionali non viene facilitato. Per questo motivo, il sito si propone come «uno spazio di espressione pubblica, aperto a tutti coloro che desiderano far sentire una voce di dissenso». Per gli iniziatori di Euthanasie STOP è difficile immaginare che un dibattito così cruciale per il futuro della medicina e della società venga confinato tra le mura di una commissione parlamentare. Tra i firmatari dell’iniziativa civica spiccano anche alcuni esponenti religiosi, tra i quali il Superiore Generale dei Fratelli della Carità (Broeders van Liefde), René Stockman, il Grande Rabbino di Bruxelles, Albert Guigui, e l’imam Brahim Bouhna.
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i A febbraio è morta mia mamma dopo una lunga malattia iniziata con i primi segni di una memoria compromessa nell’anno 2001.Da allora è iniziato un lento decadimento,faticoso da accettare, delle proprie capacità intellettive fino a diventare come un bambino di pochi mesi che va nutrito,vestito, lavato,ma soprattutto amato.Durante questi anni sono maturate in me queste certezze: 1) Quando si è giovani si ha un concetto della morte diverso da quello di chi, anziano,vede accorciarsi la vita, infatti quando i nipoti dicevano alla nonna:”tu vivrai a lungo”,lei che aveva circa 65 anni rispondeva che fino a 80 anni era daccordo ma poi avrebbe preferito morire perchè:”si diventa rimbambiti”.Ma l’ultimo mese di vita ho ben presente un giorno in cui le chiesi se avesse paura di cadere poichè camminava con fatica e io la sostenevo, lei mi rispose chiaramente (nonostante dicesse da tempo poche parole con senso):”ho paura di morire!”.Io la confortai, ma ebbi chiara la percezione del suo attaccamento alla vita,nonostante la demenza senile ormai allo stadio grave.
2) Di fronte a certe malattie può capitare di desiderare la morte, ma questo accade a chi accudisce il malato, perchè spesso è più difficile stare accanto a chi soffre che soffrire, ma ciò non può giustificare la scelta di far morire chi non ha la capacità di scegliere per sè.
3) Morire con dignità si dice oggi: non so che cosa intendano, forse che non è dignitoso morire da demente? Non sono comunque daccordo perchè il demente non sa di esserlo e penso che sia molto dignitoso morire da demente, ma nel proprio letto, con accanto qualcuno che ti vuol bene, che ti tiene la mano, ti dà da bere, ti bacia e ti fa compagnia,fino all’ultimo respiro come è stato per mia mamma. Questo fa la differenza tra morire con dignità o no, non la malattia. L’esperienza vissuta è stata faticosa,ma mi ha lasciato molta serenità e pace; credo ancora di più che la vita va rispettata perchè è un dono e va vissuta fino all’ultimo respiro.