ABBAIARE A SCUOLA
C’è un’immagine, drammaticamente efficace, al cuore de La scuola raccontata al mio cane (Guanda, 191 pagg. 12 euro), l’ultimo, impietoso squarcio di Paola Mastrocola sulle aule italiane: «io ci vedo tutti così, noi della mia generazione (1956 e giù di lì): vestiti da atleti, belli pronti per la corsa, scattanti, ma… fermi! immobilizzati così, con il nostro bravo testimone in mano». Abbiamo studiato felicemente quel che volevamo – spiega – abbiamo coltivato quel desiderio di condividere le cose belle che è l’origine e la natura di ogni insegnamento; e poi ci hanno detto “grazie mille, ma adesso quel che avete imparato non interessa più a nessuno”» Un’analisi lucidissima, terribile e un po’ disperante.
Qualcuno però non si arrende. Scuola, riforma e capitale umano è il titolo del seminario nazionale del Coordinamento Culturale Scuole Libere (Milano, Università Cattolica, sabato 22 gennaio). Partecipano milleottocento insegnanti da tutta Italia. Per documentare che trasmettere l’eredità del passato in forme nuove è possibile. Che un insegnante appassionato può ancora attraversare le trappole della neolingua didattichese (bellissime le analisi linguistiche della Mastrocola). Che quel testimone insomma può ancora essere consegnato.
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