Abdulrahman al-Rashed

Di Rodolfo Casadei
14 Ottobre 2004
Abdulrahman al-Rashed, il direttore generale del network televisivo Al Arabiya noto per le sue posizioni coraggiose sul tema del terrorismo islamico

Abdulrahman al-Rashed, il direttore generale del network televisivo Al Arabiya noto per le sue posizioni coraggiose sul tema del terrorismo islamico, ha portato un duro attacco sulle colonne del quotidiano arabo londinese Al-Sharq al-Awsat agli intellettuali islamici, accusati di legittimare il terrorismo jihadista coi loro distinguo: «È inconcepibile che si giustifichino alcuni attentati terroristici mentre se ne condannano altri. Sono tutti collegati ideologicamente, quando addirittura non sono persone affiliate alla stessa organizzazione ad averli compiuti. (…) Ciò getta luce ancora una volta sugli intellettuali arabi, che non sono solo colpevoli di silenzio, ma di fornire giustificazione al terrorismo, perché in realtà essi forniscono al terrorismo ciò di cui più ha bisogno: propaganda e legittimazione. (…) Il pericolo dell’estremismo minaccia quasi tutte le società arabe e musulmane. No c’è differenza fra gli attentati suicidi di Kabul, Al-Anbar, Islamabad, Riyadh, Algeri, Parigi, Damasco, Tripoli o Taba. Tutti esprimono la stessa realtà: i loro autori hanno abbracciato l’estremismo».

Nel giugno scorso la Cia ha sgominato un gruppo della “resistenza irakena” impegnato a produrre armi chimiche e batteriologiche da usare contro le forze della coalizione in Irak. Il gruppo, identificato dagli americani come “Al Abud network” e legato a Jaish-e-Muhammad (l’Esercito di Maometto, un’organizzazione di ex appartenenti al partito Baath), non aveva ancora raggiunto il livello operativo: i chimici da essa reclutati avevano prodotto una quantità di ricina insufficiente ad attacchi su larga scala e avevano da poco acquisito gli agenti necessari al confezionamento del gas mostarda. «Sono convinto che abbiamo contenuto un problema prima che diventasse una grossa minaccia», ha dichiarato Charles A. Duelfer, capo del Gruppo di controllo sull’Irak (Isg).

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