Aborto, anche le donne inglesi vogliono norme più rigide
Le donne britanniche vogliono leggi più rigide sull’aborto, soprattutto leggi che riducano il limite di tempo per interrompere una gravidanza, che è in Inghilterra di ben 24 settimane contro le 12 della maggior parte dei Paesi europei, Italia compresa. è quanto emerge da un sondaggio condotto dall’Istituto Mori per conto dell’Observer, l’edizione domenicale del quotidiano di sinistra Guardian. In termini di numeri, il sondaggio mostra che il 47 per cento delle donne della Gran Bretagna, paese pioniere dell’aborto che lo legalizzò già nel 1967, vuole ridurre l’attuale limite di 24 settimane. Secondo il rilevamento, il 10 per cento delle britanniche vorrebbe invece eliminare del tutto la legge che consente l’interruzione di gravidanza. Fra la popolazione generale, è d’accordo con la riduzione del tempo limite il 42 per cento degli intervistati. Il dibattito sull’aborto è stato innescato, in questo Paese dove per decenni è stato considerato un diritto acquisito da non dibattere, nella campagna delle legislative del 2005 dall’allora leader conservatore Michael Howard che per primo parlò della necessità di ridurre il tempo limite a 20 settimane. Una questione del resto su cui esponenti di tutte le forze politiche non hanno generalmente sollevato obiezioni, compreso il primo ministro Tony Blair che aveva definito probabile l’eventualità di rimettere mano alla legge. Il neo leader conservatore, David Cameron, si è detto anche lui d’accordo con la riduzione a 20 settimane del limite massimo per praticare l’aborto legale. Nonostante alcune associazioni abbiano già annunciato proteste in caso il governo intervenga in tal senso, sia Tony Blair che il ministro della Salute, Patricia Hewitt, continuano a definirsi possibilisti al riguardo ponendo in particolare l’accento sulla necessità per la donna «di un’informazione chiara rispetto a quanto sta per affrontare e di grande supporto umano oltre che medico». Il dibattito, quindi, appare quantomai aperto e il leader dei circa 4 milioni di cattolici britannici, il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, non ha dubbi nel parlare di «un risveglio delle coscienze».
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