Accidia

Mi sono sempre piaciuti gli uomini tutti d’un pezzo, pronti a rischiare per le proprie idee. Non è solo un’idea da film, questa, va oltre i western che guardavamo da bambini. Mi ricordo quando da giovani universitari tentavamo di vendere la nostra rivista, che non era in linea con il potere costituito delle masse studentesche (guidate allora da quelli che oggi sono i magistrati, i politici, i giornalisti e gli imprenditori più famosi e pagati). Venivamo aggrediti proditoriamente con bastoni e spranghe educative. In prima fila c’era per noi il grande Azziani, che le prendeva sempre ma non mollava mai. Lo trascinavamo via sanguinante perché voleva sempre resistere contro il sopruso, non voleva mollare. Per una idea si rischia, c..zo. I tempi, però, cambiano e oggi ci troviamo a discutere se il presepe debba ancora farsi, se possa essere esposto in luogo pubblico, o se piuttosto non offenda l’Altrui sensibilità (Altrui con la maiuscola perché le sensibilità non si toccano). Il Natale è una festa che non si può imporre, Gesù è un ebreo che può urtare la sensibilità dei non credenti, la Rinascente rinuncia a vendere il presepe perché, in quanto simbolo di un’unica tradizione, potrebbe risultare offensivo per le altre. Ora, al solito, cosa c’entra Azziani con il Natale? Bene, ce n’è uno, fra tutti quelli che si sentono offesi da questa festa per pochi crociati fanatici, che abbia i coglioni per andare a lavorare il 25 e 26 dicembre? In fondo, visto che non è la loro festa, si tratta di un lunedì e un martedì qualsiasi, no?

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