Adesso il mostro è Tony Renis
Bisogna per forza avere la stazza di G. Ferrara, direttamente proporzionale alla sua intelligenza, per irritarsi con l’arroganza di certi giornalisti, direttamente proporzionale alla loro stupida (loro o guidata che sia) interpretazione della realtà? No. La signora Lilli Gruber, dovendo far pubblicità al suo libro, (chissà poi perché, visto che, tra il pane e il prosciutto, lo si trova anche al supermercato), in una trasmissione radio ha lasciato intendere che, è vero, durante la guerra in Irak, i giornalisti americani dovevano dire e scrivere ciò che il loro governo imponeva, ma quelli italiani no, loro erano liberi. Che strano: queste cose dette dopo che gli americani hanno riferito dei buoni rapporti che la signora Gruber aveva, o avrebbe avuto con il regime iracheno! E cosa dire di V. Zucconi che, sempre via etere, anche lui senza dirlo chiaramente e coraggiosamente, ci ha edotto sul fatto che in Sicilia le votazioni politiche sono manovrate dalla mafia, ed ecco perché ha vinto chi ha vinto (ma chi avrà vinto?). Verba volant, questa è la radio, ma scripta manent, ed ecco la palma della settimana all’articolo della signora Maria Latella “Tony Renis e i suoi amici”. Di T. Renis so che ha cantato “Dimmi quando tu verrai”, che è andato a far fortuna in America, e che, da quando è stato scelto per la direzione artistica di Sanremo, gli stanno rinfacciando le sue amicizie politiche, Craxi e Berlusconi, e mafiose. Dall’articolo, sottilmente perfido della signora Latella, emerge uno che cerca tutti i potenti, esibizionista ed opportunista. Ma in che mani hanno messo Sanremo? Tra i pettegolezzi, sono sfuggite dalle mani della giornalista alcune notiziole reali, tipo che: il Tony è direttore dell’Istituto di cultura di Los Angeles, “A Charlton Heston preparò le tagliatelle”, telefonò (venti anni fa) al boss della mafia Joe Adonis, può spostare Bocelli come e quando gli pare, “ha venduto cento milioni di dischi”, è il produttore di Celine Dion e Julio Iglesias. Uno che sa fare il suo lavoro!? Non è che la sua, signora Maria, è invidia perché lei non si può avvicinare neanche alle scarpe di Celine?
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!