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«Non abbiamo voluto vedere il cambiamento di Putin. Ora evitare ogni escalation»

Di Pietro Piccinini
30 Marzo 2022
Il presidente del Copasir Adolfo Urso spiega i segnali che avrebbero dovuto allarmare l’Europa sulle intenzioni di Mosca (e Pechino) ben prima della guerra. «Putin ha già perso: bisogna offrirgli una via d’uscita»
Vladimir Putin
Il presidente della Federazione russa Vladimir Putin (foto Ansa)

Se c’è uno in Italia che non può essere accusato di avere sottovalutato gli allarmi di una imminente invasione dell’Ucraina da parte della Russia – quando la maggioranza degli osservatori (Tempi compreso) ancora il mese scorso stentava a credere che Vladimir Putin avrebbe davvero fatto il tragico errore di scatenare una guerra in Europa –, questi è Adolfo Urso. Senatore di Fratelli d’Italia, a lungo deputato di Alleanza nazionale e Pdl, oggi Urso è soprattutto il presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che vigila sull’operato dei servizi segreti. Da questo punto di osservazione privilegiato sullo scenario internazionale, ben prima del 24 febbraio si erano levati avvertimenti chiari rispetto alla «postura aggressiva» che Mosca andava assumendo al di fuori dei propri confini, e ai rischi che un’escalation militare in Ucraina avrebbe comportato per l’Italia, crisi energetica compresa. Urso ha accettato di parlare di queste cose a Tempi.
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