AGENZIA DI STAMPA MISSIONARIA: L’11/9 COSPIRAZIONE ISRAELIANA

Di Tempi
15 Settembre 2005

Misna, purtroppo per noi agenzia di stampa missionaria, ha scelto di ricordare gli attentati dell’11 settembre sposando la teoria della cospirazione israeliana. In un editoriale del direttore Pietro Mariano Benni si legge che quel giorno a New York «alcuni uomini di presunta nazionalità israeliana erano stati fermati a bordo di un pullmino attrezzato di insoliti congegni mentre, a quanto pare, festeggiavano con una bottiglia di champagne; interrogati dalla polizia locale e rimasti per qualche tempo in custodia, erano stati trasferiti a Washington e se ne erano poi perse le tracce». In realtà la storia dei cinque israeliani arrestati mentre si dirigevano verso Manhattan è stata chiarita a sufficienza molto tempo fa: gli “insoliti congegni” erano alcuni taglierini, parecchi passaporti e una forte quantità di denaro; nessuna “bottiglia di champagne”, ma una macchina fotografica con immagini dei cinque sorridenti con le Twin Towers in fiamme sullo sfondo; niente “tracce perse”, ma l’espulsione dei cinque dagli Usa per immigrazione illegale. Probabilmente i cinque erano agenti israeliani ma, come chiarito dall’Fbi, in nessun modo collegati agli attentati dell’11 settembre. Ma Misna ama pescare nel torbido.

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