Ai confini

Di Caterina Giojelli
16 Settembre 2004
Negli angoli ciellini la cosa si sapeva

Negli angoli ciellini la cosa si sapeva, al Meeting era stata ufficializzata e una cospicua élite ne aveva già gustata l’anteprima tra le mura della Cattolica di Milano. Poi, Rai1 ha reso accessibile anche a noi profani il “film di Cl”, il documentario “Comunione e Liberazione 1954-2004: viaggio ai confini del mondo” di Roberto Fontolan e Emma Neri. Ha stupito, la cosa. Forse ha pure urtato qualcuno, qualche benpensante marciatore arcobaleno che dalla scatola televisiva si aspetta una costante e rassicurante conferma del cinismo collettivo cui ispirare slogan e manifestazioni. Sì perché c’è un modo di raccontare l’umana avventura che tra tagliateste, attentati, sangue e fobie collettive, non ha paura di parlare di fatica, speranza e positività. In un crescendo di immagini, visi, volti, canti e testimonianze, quotidianità siberiana, americana o kazaka, ore di religione e opere, Cl si è raccontata a chi la conosce, a chi la detesta, a chi la schernisce, a chi la vive e a chi la ignora. E lo ha fatto attraverso le parole del cardinal Ratzinger, e dei suoi mille e piccoli protagonisti. Tutti a raccontare la cosa più antitelevisiva e antishare del momento, la cosa per cui si alzano e affrontano il mondo: Gesù Cristo. E quello sguardo, i profondissimi occhi blu di Giussani che scoppiano di vita, e la guardano e ce la raccontano, e mentre febbrili corrono a cercare le parole più semplici, ti mangiano il cuore, con quell’unico nome che non fa slogan o manifestazioni, ma solo la storia del mondo: Gesù Cristo.

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