Ai virtuosi nemici dei poveri
La pagina 24 di questa settimana ospita parole abbastanza definitive sui veri nemici dei poveri e del terzomondo: la compassione pelosa e gli intellettuali (talora anche Principi della Chiesa) che della falsa carità si fanno illustri mentori. Pronunciata da un nero, la sentenza dovrebbe far da preambolo ad ogni assemblea scolastica e, onde vaccinarci dal neo-terrorismo clericale (quello che proietta sensi di colpa, apocalissi e cataratte infernali sull’Occidente), essere scolpita sui pulpiti dove il Vangelo viene ridotto a concime dell’amarezza di preti in crisi di vocazione. Questa settimana l’assise Fao ci offre l’occasione di prendere nuovamente di petto il pensiero ideologico. Si raccomanda perciò al lettore di fare buon uso dell’inserto centrale: esso ha infatti la pretesa di abbozzare le linee generali di un monumento sepolcrale al vasto assortimento di produttori di slogan e demagogia e, insieme, di raccomandare la ripresa di un certo illuminismo laico (e cattolico) che ieri combatteva l’oscurantismo di chi demonizzava gli innesti in agricolutura, oggi combatterebbe chi demonizza gli OGM. Inquisizione e denunce degli Untori di manzoniana memoria, sembrano oggi rappresentare bene il dna di quella parte di sinistra che ha scambiato la politica per la ginnastica dell’Indignazione e le Grida giudiziarie. “Post-comunismo” è ancora una cosa ben lontana dall’evocare una presa di coscienza anti-totalitaria. E la pacchiana “posa virtuosa” in cui si atteggiano gli intellettuali antifascisti, non ci fa dimenticare che il conformismo è roba loro. Roba alla Theodor Adorno, celebre antifascista e “marxista umanitario” che venne pizzicato da uno studente a tessere le lodi del “romanticismo nazista”. E così come Adorno spiegò (negli anni ‘60) che le sue pose filo-naziste (del ‘34) erano “stupidamente tattiche”, noi oggi ci permettiamo spiegare con la magnifica Arendt che troppi intellettuali alla Adorno sono ancora tra noi. E che – siano essi cattolici, azionisti, ex, post o neo comunisti – li riconoscerete da questo: dal disprezzo puramente ideologico per la realtà del mondo dato che contiene anche l’orgogliosa presunzione di poter dominare e modificare questo mondo per scopi umani.
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