Al Hamad, il nemico numero uno di Osama Bin Laden

Di Colombo Andrea Stefano
08 Marzo 2007

Nel messaggio del 23 aprile 2006 Osama Bin Laden attacca ferocemente gli intellettuali “eretici”, termine con il quale intende i liberi pensatori, e in modo particolare quelli residenti nella sua terra natale, l’Arabia Saudita, autorizzandone esplicitamente l’uccisione: «Lo statuto dei liberi pensatori e degli eretici che diffamano la religione, deridono o si prendono gioco del nostro nobile Profeta – su di lui la pace e la benedizione di Dio – è stato ben esposto dall’imam Ibn Qayyim al Jawziyya che ha affermato chiaramente che il reato commesso dal libero pensatore è il peggiore dei reati e che il danno da lui arrecato restando in vita tra i musulmani è un danno gravissimo, quindi deve essere ucciso e il suo pentimento non deve essere accettato».
Lo sceicco di al Qaeda fa anche dei nomi, tra i quali spicca quello di Turki al Hamad, giornalista delle principali testate arabe, autore di saggi e romanzi in cui denuncia senza mezzi termini le cause del terrorismo. In primis l’istruzione impartita nelle scuole saudite: «Di recente ho pubblicato Profumo di paradiso, un romanzo sull’11 settembre e sui 15 terroristi sauditi. Quando si studiano le loro biografie. ebbene da dove escono? Escono dalle istituzioni ufficiali, dalle scuole, dai centri ufficiali. Sono studenti indottrinati a una ideologia religiosa politicizzata. Ogni materia, anche scientifica, viene insegnata citando imam vari. Ma la scienza è un fatto, la religione un altro». Anche nella sua trilogia Fantasmi di un vicolo abbandonato, al Hamad riprende i temi scottanti che gli stanno a cuore, ovvero i tabù della società saudita: la sessualità, l’integralismo islamico, la verità scientifica, il razionalismo e la libertà religiosa. «Ho scritto questa trilogia per smuovere la situazione». Uno dei suoi personaggi arriva ad esclamare: «Allah e Satana sono due facce della stessa medaglia!». Nonostante le minacce e le sue continue denunce dell’integralismo al Hamad ha deciso con coraggio di rimanere nel proprio paese per combattere la battaglia dall’interno.
valentina.colombo@imtlucca.it

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.