Al Mama Café per conoscere il gusto
Si parlerà molto, nei prossimi mesi, di un locale ispirato alla filosofia di Papillon che ha aperto i battenti da pochissimi giorni in via Caminadella a Milano, per iniziativa di Peppino e Adriana e del loro figlio Giovanni. Il Mamà Café è un luogo, dove bere un bicchiere di vino giusto, apprezzare i salumi radiosi scoperti in questi anni oppure i formaggi delle malghe italiane accostate al pane di Eugenio Pol, solitario fornaio del Val Mastellone. Dunque non si può dire che sia un bar, una vineria, o che altro. È un salotto, quasi una costola permanente di quel Salotto di Papillon che si è chiuso a Stupinigi e che ha riaperto in questi giorni al Salone dei Sapori dove si svolgeranno ampie discussioni (e degustazioni) intorno a un prodotto che sta catturando l’attenzione dei giovani. Ma i dati sono contrastanti, perché se la Tv sceglie il comico per parlare di vino da un lato, dall’altro insinua anche un modello che sta catturando l’attenzione delle giovani. Nei giorni scorsi ad Asti è stata presentata un’inchiesta secondo la quale il 53% delle ragazze dai 13 ai 18 anni, ha il pensiero fisso di dimagrire per assomigliare alle letterine. Provano a saltare pasti interi, per poi buttarsi su qualsiasi cosa le capiti a tiro; mai, comunque, un poco di frutta o verdura, che sono praticamente scomparsi dall’alimentazione degli adolescenti. Quanti anni di gusto e di buona salute rischiamo di buttare via? A Peppino, Adriana e Giovanni, dedico allora un Dolcetto di Diano d’Alba, che so avranno nel loro Mamà Café. Si tratta del “Sorba” 1999 di Massimo Oddero, dal colore rosso concentrato, profumo polputo di ciliegia e gusto carezzevole, equilibrato, di notevole impatto. Una bottiglia costa sulle 20mila lire. (massolon@tin.it)
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