Al partito democratico manca un atomo fondamentale, l’individuo

Di Cominelli Giovanni
07 Dicembre 2006

La più recente ipotesi di costruzione del partito democratico approda alla fine solo a ciò che esiste già: all’alleanza tra l’ex-Pci e l’ex-Dc. Rutelli e Fassino raccomandano prudenza, ma è troppo impietoso ricordare che la vicenda del partito democratico si trascina dal 1989 e forse la Federazione del partito democratico, non il partito dei democratici, vedrà la luce nel 2009? Che cosa rallenta il già lento cammino? Un po’ di storia aiuterà a capire: è la storia di tre crinali.
La sinistra moderna nasce nella chiesetta di Putney, a Londra, nel novembre del 1647 da infuocati dibattiti dell’esercito di Cromwell sul tema delle libertà dell’individuo. Destra è ciò che conserva gli assetti di origine feudale e aristocratica. La sinistra delle libertà dura fino alla metà del 1800. Il Manifesto di Marx del 1848 la spacca in due sul nuovo crinale dell’eguaglianza. A destra vengono collocati non solo i residui feudali, ma anche la sinistra precedente. La sinistra è quella del proletariato. Le tre Internazionali e le esperienze di governo socialiste e comuniste si propongono di realizzare l’eguaglianza tra gli esseri umani. Lo strumento decisivo è lo Stato hegeliano, conquistato dai Soviet comunisti con la violenza o dai socialdemocratici con il Parlamento.
Ora, il movimento a spirale ascendente della storia ci sta riportando sull’asse delle libertà della persona, attorno alle quali generare società, costruire istituzioni, fondare partiti. Attorno all’individuo-persona: atomo irriducibile e aperto alla presenza dell’altro. Si deve a un grande intellettuale europeo, di nome Joseph Ratzinger, la lucida indicazione di questo criterio fondativo, a partire dalla storia millenaria del cristianesimo proiettata verso il futuro dell’uomo. Ma tanto i vetero-socialdemocratici di Fassino quanto i vetero-democristiani di Marini-Rutelli sono fermi all’uguaglianza via-Stato. Ora, se delle nuove forze politiche debbano nascere, se i partiti vogliano uscire dall’autismo, se il sistema politico possa invertire la deriva verso l’entropia, è a quel crinale, così lucidamente illuminato, che debbono giungere, è attorno ad esso che si devono disporre e dividere. Certo, i partiti non sono solo tavole di valori, sono corposi interessi. Tuttavia, senza il filtro dei valori, gli interessi dirigono i partiti così come la coda dimena il cane. Donde il populismo corporativo e assistenziale, che accomuna sinistra e destra.

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