Al Qaeda e la Chiesa
Ci sono due forme di Al Qaeda oggi nel mondo: quel mostro che, nel nome del dio, si nutre di poveri uomini, donne e bambini martirizzati dai kamikaze; quella Babele che, nel nome del niente, si nutre di adulti impagliati e di figli che cavalcano sellini casuali. Insomma, detto con brachilogica brutalità, da una parte c’è l’uomo delle caverne che si affida a qualche falso profeta con la speranza di fottere e riempirsi lo stomaco nell’aldilà; dall’altra parte c’è il ventre molle di gente che ha lo stomaco pieno, fotte in tutti i modi possibili, è piena di comodità, ma vive una condizione esistenziale che sembra regredita a quella dell’uomo delle caverne.
LA GUERRA GLOBALE?
E’ ALL’EDUCAZIONE
In cosa convergono queste due forze disgregatrici della condizione umana? Convergono nel disprezzo del dato di realtà e della ragione. I primi sono comparse che credono di aver preso Dio come una mosca e, schiacciato dentro un libro, adesso pensano di trascinarLo sul palcoscenico del mondo con le funi delle autobombe. Noi, i secondi, siamo invece comparse di un regno dove se Dio c’è non c’entra, la natura e l’uso della ragione pure, ogni appartenenza è fatta fuori in nome di una tolleranza e di una pace universali scritte come formule vuote di uomini vuoti nelle costituzioni di stati, sui regolamenti dei vigili urbani e nelle aule di tribunali. Ora, da dove viene questo nichilismo che ha facce opposte ma mette in circolazione tra i popoli la stessa falsa moneta? Ancora una volta è il problema dell’educazione. è la catastrofe mondiale dell’educazione il primo fattore di guerra globale che ci vede tutti coinvolti. In questo senso non si tratta di scontro tra civiltà. Si tratta di collasso delle civiltà. Quella cristiana resa ogni giorno più risibile da un potere (culturale, politico, economico e anche ecclesiastico) occidentale che, tagliati i ponti con la tradizione e incapace di una proposta viva e ragionevole, appare in tutta la sua evidente decadenza; quella musulmana che dopo secoli di quietismo e di oppressione politica da parte delle sue caste militari e religiose, per paura della “corruzione democratica” si lascia scuotere dalle fondamenta dalla violenza gnostica che presume per sé la conoscenza vera del divino e corrompe ogni vero impeto religioso riducendolo ad antagonismo e guerra contro le oscure forze del male denunciate dai presunti illuminati.
L’ILLUSIONE DELL’IDEOLOGIA
Ora, siccome non si può vivere senza un’idea della vita e del mondo, cos’è che, sostituendo l’affascinante ma faticoso e incessante lavoro educativo di introduzione alla realtà, conduce alla catastrofe nell’illusione di sapere già cos’è la vita e come si cambia il mondo? L’illusione che partorisce la catastrofe si chiama ideologia. Ne abbiamo parlato tante volte e ne riparleremo ancora, perché questo è il cancro da combattere oggi davanti alla prospettiva, seria, di nuove Auschwitz. Ma intanto diciamo che l’ideologia in fondo non è nient’altro che un falso sillogismo. Data una premessa sbagliata (cioè non corrispondente ai fatti), si procede con deduzioni logiche fino a conclusioni che moltiplicano in maniera esponenziale l’errore di partenza. L’ideologia, come ogni cancro, è il modificarsi e il moltiplicarsi in maniera eccezionale di un dato di realtà che si rende improvvisamente “pazzo”, avulso e che si afferma in modo sistematico come “assoluto”, cioè sciolto dalla sua considerazione e dalla sua relazione col tutto. La menzogna è sempre una verità impazzita, ovvero una parzialità presa e affermata come totalità.
CRISTIANI, FORZA DELL’AMORE
Cesana però, nell’intervista sul numero 29 di Tempi ci ha detto: «Non basta dire no alle proposte illusorie, ci vuole una proposta alternativa». E una proposta alternativa non è un’idea, ma qualcosa di sperimentabile adesso, in cui uno ritrova passione per la vita e gode della realtà. è qui che, costituzioni o non costituzioni europee, ritroviamo il punto di fuga dalla catastrofe. La persona di Cristo e tutto ciò che da Lui discende. Viene di nuovo il tempo della Chiesa. Non dell’idea di Chiesa, ma di quella Chiesa che ti raggiunge là dove sei. I caldei di Mosul, i siriaci di Baghdad, quella tale persona che ti incontra nel posto e nella condizione in cui vivi. Ed è il tempo dei martiri, come quelli irakeni. I martiri dal cui sangue è sempre risorta la civiltà cristiana. Cioè la civiltà della forza dell’amore e della positività infinita della vita. E i cosiddetti martiri di Allah? Dice un salmo della Bibbia, «l’amore è forte come la morte». I cristiani sono la forza dell’amore. Questo per quanto riguarda l’aldiqua. E per quanto riguarda l’aldilà? Beh, non vorremmo essere al posto di chi ha predicato la forza della morte.
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