Al quadrumvirato manca il cattolico
Forza Italia non può gridare “Habemus papam”, anche perché il papa lo aveva già con Berlusconi, in compenso può annunciare però di avere un quadrumvirato. Senza dimenticare che Berlusconi si è affrettato a precisare che il partito è sempre e ancora lui, non si può negare che sia un segnale di novità. Anche per il metodo che di comune accordo hanno sottoscritto. Tutte le decisioni riguardanti il partito, saranno sottoposte a Berlusconi solo dopo una decisione collegiale che veda consenzienti nella forma e nel merito almeno la maggioranza dei quattro. Bondi è un ex comunista convertito alla giusta causa, Cicchitto è un ex socialista craxiano fedele alle proprie origini, Scajola e Alfano vengono dalla storica fucina degli ex democristiani di sinistra. Manca un rappresentante che sappia coniugare il cattolicesimo popolare e liberale. Nei loro panni noi ci porremmo il problema e invece che puntare a rappresentarli varrebbe la pena fare spazio a una sedia in più. Anche perché fra un po’ ci sono elezioni che non si annunciano trionfali per Forza Italia ed è saggio condividere gli onori, pochi, come la palta, molta, che inevitabilmente comincerà a girare. Troppo presto per dire se dal lavoro dei quadrumviri uscirà un programma per la Forza Italia dei prossimi anni. Per ora è uscita un’agenda di lavoro. In particolare saranno costituite tre commissioni in preparazione dei congressi provinciali e delle grandi città previsti per l’autunno, ma soprattutto in preparazione al congresso del decennale nella primavera del 2004 che aprirà le danze elettorali. Tre i temi messi a fuoco, nell’ordine, in ciascuna delle tre commissioni di partito: identità, statuto, riforme elettorali. È troppo presto anche per dire quanta speranza riporre in questi vagiti di democrazia: prima bisognerà mettere a fuoco il mandato reale.
Molto si capirà anche dalla volontà di fare spazio al cattolicesimo di cui sopra. Invece di offrirsi continuamente come suoi garanti e legali rappresentanti sarebbe più proficuo permettergli di rappresentarsi da sé. Anche perché è una componente che, di deleghe in bianco, difficilmente ne firma.
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