Alla scoperta di una provincia

Di Sacripanti Andrea
02 Novembre 2006

Atorto si pensa al biellese come a una provincia più industriale che turistica. Dalle
offerte culturali a quelle escursionistiche fino alle proposte gastronomiche, infatti, c’è da sbizzarrirsi. A partire dal capoluogo, Biella, dove antico e moderno convivono felicemente. Camminando per le vie della città si consiglia di fare tappa al Museo del Territorio Biellese, che riunisce testimonianze storiche e pezzi d’arte antichi, oltre a dipinti della prima metà del Novecento firmati da artisti del calibro di
Magritte, Chagall e Dalì. Qui inoltre viene esposta la grande mostra Sul filo della lana, del 2005, dedicata alla produzione tessile, secolare orgoglio cittadino. Una visita la meritano anche Cittadellarte, la cui struttura espositiva si trova all’interno di un ex lanificio ottocentesco, dove frequenti si susseguono eventi culturali, e il museo della birra Menabrea, un altro dei vanti di Biella. Qui è possibile sostare nel ristorante ricavato sotto le volte delle vecchie stalle della fabbrica. E dopo pranzo a pochi chilometri a sud-est di Biella si può raggiungere uno dei ricetti, ossia i caratteristici borghi medioevali fortificati, meglio conservati e più suggestivi: Candelo. “Trasformato” in Ecomuseo della Vitivinicoltura, uno dei tanti ecomusei del biellese. Dove è possibile passeggiare per i vicoli e le botteghe oppure fare il tour delle cantine. In alternativa si può raggiungere il vicino santuario di Oropa, a 1.180 metri di quota, che biancheggia sullo sfondo delle vette prealpine e da cui con la funivia si sale fino al rifugio Mucrone, dove si aprono numerose possibilità di escursioni. Per informazioni chiamare 800/811800 oppure 015/351128.

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