Alla scuola di Atlantide (e della professoressa Mastrocola)
Il professor Giorgio Vittadini, assente ingiustificato nel presente numero di Tempi, dirige il prestigioso trimestrale Atlantide (edito da Etas e distribuito da Rcs Rizzoli), che nel numero appena uscito in edicola (“Emergenza educazione. Alla scoperta dell’Io”) fa a pezzi tutta la retorica ulivista, clericale e ricomunista secondo cui i mali dell’Italia sarebbero da attribuire a una cattiva gestione dell’economia, a una mancata redistribuzione della richezza, a una sottostima della funzione solidaristica che deve avere uno Stato nei confronti dei cittadini più poveri o, come dice la retorica, “meno fortunati”. Nelle 118 pagine dedicate all’emergenza educativa viene dimostrato (con ampia facoltà di prova dei fatti, a cominciare dagli utlimi dati Ocse, secondo cui «l’aumento di un anno del tasso di istruzione media porta a un incremento del 6 per cento del prodotto economico») che la questione delle questioni italiane, quella da cui dipende la ripresa dell’economia e la lotta alla povertà, è “il capitale umano”. A questo riguardo Vittadini osserva che, all’opposto delle pulsioni prodiane (il cui disegno neostatalista punta al ridimensionamento della riforma Moratti e mira ad escludere – fatta forse eccezione per qualche istituzione clericale “amica” – la scuola privata dal sistema pubblico dell’istruzione), l’Italia deve investire nel suo sistema di istruzione pubblica con interventi mirati a un’istruzione distribuita lungo tutto il ciclo vitale e incentrati su meritocrazia, autonomia, libertà di insegnamento, formazione professionale, sistema paritario, valorizzazione della professionalità dell’insegnante, riqualificazione degli studi superiori ed enfasi sull’esperienza educativa. La quale necessita di due condizioni per superare la sconfortante realtà, empiricamente constatabile nel quadro dell’odierna istruzione a pensiero unico, conservatore e statalista: il potenziamento della riforma Moratti nell’ambito della formazione professionale (deliceizzazione e desindacalizzazione) e della parità scolastica (voucher, deduzioni e detrazioni fiscali); la battaglia culturale sul valore dell’educazione stessa, non identificabile con la pura e semplice istruzione.
«L’istituzione scolastica ha sì lo scopo di istruire, ma in essa deve anche potere avvenire l’incontro con maestri che, nell’alveo di movimenti ideali, collaborando con i genitori, possano educare in un contesto di libertà di insegnamento». Insomma, “libertà” è la parola più urgente, secondo Vittadini. E la più negletta dall’opposizione che si candida a governare l’Italia. Quella sinistra il cui pensiero dominante e la cui istruzione ideologica hanno creato quel disagio e quella irresponsabilità diffusi che, sempre su Atlantide, vengono genialmente descritti dall’intervento della insegnante e scrittrice Paola Mastrocola.
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