Alle radici dell’America

Di Persico Roberto
11 Ottobre 2001
Non è un libro nuovo (l’edizione italiana è datata 1996), ma vale certamente la pena di riprenderlo in mano. Cresciuto in un ambiente liberal e sostanzialmente areligioso, verso i trent’anni Russell Kirk si converte al cattolicesimo e si accosta al pensiero conservatore, e con The conservative mind scrive un’opera che diventerà il punto di riferimento delle posizioni tradizionaliste negli Stati Uniti.

Russell Kirk, Le radici dell’ordine americano, 564 pp. Mondadori, lire 42.000

Non è un libro nuovo (l’edizione italiana è datata 1996), ma vale certamente la pena di riprenderlo in mano. Cresciuto in un ambiente liberal e sostanzialmente areligioso, verso i trent’anni Russell Kirk si converte al cattolicesimo e si accosta al pensiero conservatore, e con The conservative mind scrive un’opera che diventerà il punto di riferimento delle posizioni tradizionaliste negli Stati Uniti. In questo libro si interroga invece sulle origini di quell’ordine sociale che è, scrive, «il primo bisogno della cosa pubblica». Perché «la società virtuosa è caratterizzata da un elevato grado di ordine, di giustizia e di libertà, ma all’ordine spetta il primato: perché la giustizia non può essere fatta rispettare fino a che non si raggiunge un discreto ordine sociale e civile, e la libertà si traduce in violenza senza l’ordine che produce le leggi». Il viaggio alla ricerca de Le radici dell’ordine americano allora altro non è che un affascinante excursus lungo la storia europea, dalle Tavole della legge di Mosè all’idea platonica della giustizia, dal concetto romano di potere fondato sul diritto (il «potere che trattiene» secondo l’espressione di san Paolo, che impedisce l’irrompere del disordine che è il marchio dell’Anticristo) alla distinzione cristiana fra Dio e Cesare, che ha permesso il fiorire delle grandi libertà medievali, nate dal riconoscimento dei diritti naturali di tutte le associazioni umane (la famiglia, i comuni, le corporazioni) e della necessità di un loro armonico equilibrio. Contro questa storia, tutta attraversata dall’idea di un ordine divino del mondo, si scaglia poi la Rivoluzione francese, con l’illusione della costruzione di un ordine puramente umano. Ma contro la Rivoluzione si erge il difensore della tradizione, quell’Edmund Burke che riassunse in sé l’eredità europea e fu il punto di riferimento dei padri fondatori degli Stati Uniti. Alle radici dell’America insomma, ricorda Kirk, c’è il meglio di tutta la storia dell’Occidente.

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