Alternanza in Portogallo
Anche in Portogallo vince il centro-destra (del socialdemocratico e anti-socialista José Manuel Durao Barroso) aggiudicandosi le elezioni politiche anticipate di domenica 17. A Durao Barroso sono mancati 14 seggi per avere la maggioranza assoluta in Parlamento. Ma sarà assicurata dalla disponibilità del Pp (dc) per formare un governo alternativo al centro-sinistra attuale. L’affermazione dei centristi arriva quasi vent’anni dopo la “Rivoluzione dei garofani” (1974) quando il Portogallo esce dalla “dittatura” di Salazar, i comunisti di Alvaro Cuñal tentano di cavalcare il generale Otelo de Carvalho (già braccio militare del regime fascista nella guerra coloniale in Africa), l’avvocato socialista Mario Soares (premier e per 14 anni presidente della Repubblica) liquida i due partiti democristiani che avrebbero prevalso alle urne (il leader socialdemocratico viene escluso per un casuale incidente aereo), la Dc viene chiusa con l’assalto comunista al Palazzo dello sport di Lisbona, dove la Dc tiene il suo popolare congresso (chi scrive c’era). Oggi anche la sinistra portoghese conosce il suo capolinea: perde per la forza del modello Aznar e perché il candidato socialista Eduardo Ferro Rodrigues ha accettato l’alleanza con i comunisti, alleanza bocciata dall’elettorato.
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