Le trattative nell’ombra del Quirinale, lo strapotere della magistratura e delle lobby e altre mille disfunzionalità della democrazia italiana che i critici della riforma costituzionale fingono di non vedere. Rassegna ragionata dal web
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni al Quirinale (foto Ansa)
Su Strisciarossa Alfiero Grandi scrive: «Va sottolineato che il governo ha presentato una proposta di modifica della Costituzione che nasconde la realtà delle proposte e tenta di oscurarne la portata. Primo esempio: il meccanismo elettorale proposto dal governo, anche tolta l’esplicitazione della soglia minima del 55 per cento alla lista vincente, porterebbe ad un legame inscindibile dei parlamentari con il capo del governo e ciò sarebbe in contrasto con l’articolo 67 della Costituzione, che prevede invece che il parlamentare debba agire senza vincoli di mandato. Mentre il ddl del governo propone un ruolo del Parlamento subalterno/fedele al governo e in particolare al presidente del Consiglio eletto direttamente, sotto la minaccia di elezioni anticipate, con un evidente ricatto che finisce, nei fatti, per introdurre un vincolo di voto che l’articolo 67 invece esclude. Il governo si è ben guardato dal proporre una modifica esplicita dell’articolo 67, ma vuole comunque introdurre nel ddl...