Altro che ipse dixit, la libertà di pensiero è frutto del vero illuminismo medioevale
Altro che ipse dixit! Il clima intellettuale delle università medievali era dominato da una grande libertà di pensiero e da un rigoroso spirito critico, emergente nelle frequenti disputationes e ben documentato in modo speciale nelle opere scientifiche. Così, ad esempio, il vescovo-scienziato sant’Alberto Magno, maestro e sponsor di san Tommaso, proclama che «lo spirito della scienza naturale non consiste nella semplice accettazione delle altrui affermazioni, ma nell’investigare le cause che operano in natura» e non si fa problema a correggere lo stesso Aristotele: «Avendo a disposizione un libro di Aristotele lo seguiremo, allo stesso modo in cui lo abbiamo seguito in altre opere, facendo qualche digressione da lui quando ci sembrano esserci affermazioni non del tutto corrette».
La stessa libertà del monaco tedesco del XIII secolo Teodorico di Frieberg, sconosciuto ai più ma ben noto agli studiosi di ottica del Seicento che hanno fatto tesoro delle sue “moderne” interpretazioni del fenomeno dell’arcobaleno: «Uno dovrebbe insegnare quel che disse il Filosofo (Aristotele), per l’autorità della sua dottrina e per il rispetto che merita. Ma bisogna capire, secondo lo stesso Filosofo, che uno non dovrebbe mai distaccarsi da ciò che è evidente ai sensi». (MG)
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