Amata Europa

Di Tempi
22 Marzo 2007
Fra direttive irritanti, spese folli, balzelli ingiusti e ospiti ingrati, l'Unione festeggia il suo primo mezzo secolo all'insegna della divisione interna. E pensare che il 25 marzo si ricomincia a parlare di Costituzione e identità comune

I francesi si preparano a impallinare la Turchia
Il 29 maggio 2005 gli elettori francesi hanno respinto il Trattato costituzionale europeo, sottoposto ad approvazione referendaria in base alla Costituzione francese, con una maggioranza del 55 per cento, nonostante il presidente Chirac, il governo gollista e il principale partito di opposizione (il Psf, Partito socialista francese) si fossero espressi a favore della ratifica. A votare si è recato il 69,7 per cento degli aventi diritto, mentre alle elezioni del Parlamento europeo dell’anno prima si era recato alle urne appena il 43 per cento dei votanti. Nel febbraio dello stesso anno l’Assemblea nazionale aveva adottato un progetto di revisione costituzionale che, modificando l’articolo 88-5 della Costituzione nazionale, prevede la possibilità di indire un referendum popolare sull’adesione di altri paesi alla Ue dopo il 2007. Di fatto, i francesi si sono riservati il diritto di opporre un veto popolare all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.

Gli inglesi: giù le mani dalla sacra pinta
Com’è noto, il Regno Unito è il più euroscettico dei paesi dell’Unione Europea. Alle elezioni europee del 2004 solo il 23 per cento degli aventi diritto si è recato alle urne, mentre una schiacciante maggioranza di cittadini vuole che la sterlina resti moneta nazionale e governo e Parlamento chiedono che la bocciata Costituzione europea sia rimpiazzata da un documento più modesto. Caratteristiche sono le iniziative di gruppi e associazioni di categoria contro le direttive europee. Ultime in ordine di tempo la protesta dei produttori di birra contro la normativa europea che impone di sostituire il simbolo della corona (che risale al 1699) dai boccali di birra col logo CE per certificare la capacità del contenitore e l’opposizione della Cbi, l’Unione dei commercianti britannica, alle norme europee in arrivo che costringeranno i fornitori di merci e servizi a conformarsi alle leggi di tutti i paesi in cui esportano.

Londra-Dublino, l’asse inedito (anti-Frattini)
Insieme al Regno Unito e alla Germania, l’Irlanda è stata uno dei primi paesi a rifiutare di rinunciare a importanti quote di sovranità in materia di lotta alla criminalità e al terrorismo. Secondo il ministro degli Interni britannico John Reid i paesi che si oppongono ai progetti del commissario Frattini sono ben 14. La settimana scorsa la Polonia ha posto il veto su una norma per cui i condannati sconterebbero una sentenza nel paese di origine anziché in quello che li ha condannati.

La costituzione? all’Olanda piace morta
Il 1° giugno 2005 l’Olanda ha respinto la ratifica del Trattato costituzionale europeo con una maggioranza molto netta: 61,6 per cento dei votanti. Significativamente il tasso di partecipazione al referendum sul trattato costituzionale in Olanda ha raggiunto quasi il 63 per cento degli iscritti, contro il 39,3 di partecipanti alle elezioni europee dell’anno prima. Nel gennaio 2006 l’allora ministro degli Esteri Bernard Bot dichiarò che la costituzione era “morta”, e in maggio che dovrebbe “restare morta”.

A Vienna un’agenzia butterà 30 milioni l’anno
Il 1° marzo l’Unione Europea ha aperto a Vienna l’Agenzia per i diritti fondamentali, incaricata di combattere la discriminazione basata su razza, “genere” o religione. Il suo compito sarà quello di raccogliere dati sulla violazione di diritti fondamentali nei paesi membri, sensibilizzare l’opinione pubblica e consigliare in materia l’Unione e gli stati che vi aderiscono. Costerà la bellezza di 30 milioni di euro all’anno per duplicare un lavoro che viene già fatto dal Consiglio d’Europa e dalle Nazioni Unite.

I cechi sulla birra non si fanno fregare
I cechi sono convinti che l’Unione Europea favorisca i paesi esportatori di vino come la Francia a scapito di quelli che esportano birra come la Repubblica Ceca. Nel novembre scorso Praga ha opposto due volte il suo veto a un progetto dei ministri delle Finanze europei che volevano introdurre una tariffa minima del 4,5 per cento (la proposta iniziale della Commissione europea era del 31) su alcolici come la birra e il porto, ma non sul vino. Dal 2004 l’imposizione di una tariffa sugli alcolici è materia di litigio in Europa.

Nemmeno Ankara sogna più tanto Bruxelles
Un sondaggio del novembre scorso ha appurato che i turchi favorevoli all’ingresso del loro paese nell’Unione Europea sono scesi ad appena il 32,2 per cento. L’anno prima allo stesso sondaggio si era espresso per il sì il 57,4 per cento degli interpellati, e nel 2004 il 67,5 per cento. A provocare la flessione sarebbe il dispetto dell’opinione pubblica per le molte condizioni poste da Bruxelles alla Turchia e per le prese di posizione di importati uomini politici europei contrari all’adesione.

La carta fondamentale si fermerà a Varsavia
Il presidente polacco Lech Kaczynski ha recentemente auspicato un progetto di Costituzione europea totalmente nuovo, affermando che il testo originale prevedeva un tasso di integrazione superiore a quello che i cittadini europei sono disposti ad accettare. Secondo alcune fonti avrebbe anche detto che «non ha praticamente nessuna possibilità di essere ratificato in Polonia, né attraverso un referendum, né con un voto parlamentare». Il primo ministro Jaroslaw Kaczynski ha dichiarato che l’Unione Europea dovrebbe abbandonare il testo originale della Costituzione e cominciare a lavorare su di un Trattato fondamentale completamente nuovo. Lui e il primo ministro ceco Mirek Topolanek hanno scritto in una lettera congiunta del febbraio scorso che sarebbe molto più sensato per Bruxelles «creare una nuova base per la cooperazione, più chiara e meno burocratizzata».

Berlino Non accetta lezioni di ecologia
La Germania continua ad essere uno dei paesi più europeisti d’Europa, ma i segnali di disaffezione o insofferenza per le pratiche dell’Unione sono in aumento. Benché non più legale dal 1° gennaio 2002 dopo essere stato sostituito dall’euro, il marco continua a circolare grazie a promozioni commerciali che accettano forme di pagamento con la vecchia moneta. La settimana scorsa la richiesta del commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas, che voleva introdurre sulle autostrade tedesche un limite di velocità (fino ad oggi inesistente), ha provocato una generale levata di scudi da parte del governo e dell’industria nazionale. L’Associazione tedesca delle industrie automobilistiche ha dichiarato che la Germania non ha bisogno di “lezioni” da parte di Bruxelles in materia di protezione ambientale.

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