Ambientalismo fatale
Delle tesi di Lomborg si fa ampio interprete Ronald Bailey, autore di Eco-Scam: The False Prophets of Ecological Apocalypse (1993) e curatore di Earth Report 2000: Revisiting the True State of the Planet (1999). Lo fa scrivendo sul numero di maggio di Reason, il mensile dell’omonima fondazione di Los Angeles, individualista, laicissima e libertaria fino a essere libertina. E lì afferma: «Le gente non solo consuma le risorse come farebbe una mandria di zebre; crea nuove ricette per utilizzare le risorse in modi sempre più efficaci». L’ambientalismo radicale? È solo «la più recente delle ideologie totalizzanti nate in Occidente negli ultimi due secoli. Come prima il comunismo, si ammanta di oggettività scientifica per giustificare le proprie politiche e questo perché nel mondo post-illuministico è la scienza il giudice ultimo della verità». Salvo poi scoprire che «la non corrispondenza di un’ideologia con la realtà è, alla fine, fatale». La presunzione fatale, diceva Friedrich A. von Hayek. Fatale per l’ideologia.
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