Amico mio, chiunque tu sia…

Di Tempi
14 Agosto 2003
Cerchiamo di ricordarci gli uni degli altri tutti giorni nel mistero eucaristico

Cerchiamo di ricordarci gli uni degli altri tutti giorni nel mistero eucaristico, che è il segno più grande di ciò che è accaduto e che accade, affinché si avveri per ognuno di noi quello che è stato detto nel messaggio che ho dato a Loreto: «Quando ci si mette insieme, perché lo facciamo? Per strappare agli amici, e se possibile a tutto il mondo, il nulla in cui ogni uomo si trova. Il nostro è un rapporto “vocazionale”», quello tra noi è un rapporto veramente, totalmente, semplicemente vocazionale. Adesso mi sono permesso di far entrare in gioco anche la mia voce, perché dovrà entrare per forza, qualunque siano i giorni e i momenti che il Signore darà, in cui il Signore ci aiuterà a vivere ciò che ci dà. Ricordiamoci tantissimo insieme quella cosa più grande del mondo, per la quale il Signore Gesù è destinato a travolgere, anche in tutti i nostri errori, tutte le nostre limitazioni, tutte le nostre stanchezze. Vi prego di leggere questo messaggio di Loreto, perché la seconda parte è, mi sembra, troppo bella perché sia dimenticata o non sia guardata. Amico mio, chiunque tu sia, non c’è un istante delle mie giornate in cui, se penso: “Chissà il tale cosa farà, quella persona diversa cosa farà, cosa penserà ora?”, non c’è un istante in cui Cristo non entri a decidere del cuore, e così si avanza il passo con cui noi cerchiamo di strappare al cuore di tutti gli uomini, come innanzitutto al cuore dei nostri amici, quella divisione che il peccato originale ha segnato. Ringrazio tantissimo don Pino e Giancarlo, perché l’impostazione che stanno dando era quella che pregavo Iddio che avvenisse. Perché è una cosa grande, grande, quello per cui vale la pena vivere, quello per cui vale la pena che la vita sia. Quest’anno spero che la Madonna ci renda capaci di dircelo, questo, così che sciolga continuamente il nostro cuore, in qualunque situazione ci trovassimo. Vi ringrazio della bontà che avete. Grazie.
Don Luigi Giussani, in Tracce, mensile di Comunione e Liberazione, Luglio-Agosto 2003

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