Anche il superislamico Bangladesh ha il suo paladino dello Stato laico
Quando si parla di islam solitamente si pensa solo al mondo arabofono, che però non è che una piccola parte di quell’universo. Con 123 milioni di musulmani, infatti, il Bangladesh è il terzo paese più “islamico” al mondo. E uno dei suoi intellettuali liberali più interessanti è senza dubbio Shahriar Kebir. Giornalista, regista, attivista per i diritti umani, è stato incarcerato due volte per avere protestato contro la politica governativa verso le minoranze. È una delle voci che scrivono sul sito Secular Voice of Bangladesh. Ecco come spiega il suo impegno sempre più intenso per una laicizzazione del proprio paese: «Negli ultimi cinque anni il Bangladesh è stato governato da un’alleanza radicale islamica mentre i politici e gli intellettuali laici hanno sofferto molto. A partire dal 2001 i militanti islamici hanno ucciso importanti giornalisti, docenti universitari e leader politici noti per le loro posizioni antifondamentaliste. Ora abbiamo un governo ad interim che è il risultato di una sollevazione popolare. Solo pochi giorni fa sono stati giustiziati sei esponenti di punta del movimento islamico responsabili della morte di più di cento persone. Abbiamo adottato una costituzione laica dopo la liberazione del Bangladesh, tuttavia in seguito gli islamisti si sono impossessati del potere, eliminando la laicità dalla costituzione e introducendo l’islam come religione di Stato. Ora stiamo combattendo per reintrodurre la costituzione laica e per mettere al bando la religione che si fonda sulla politica». Kebir è un acerrimo nemico e oppositore del partito islamista più importante del paese, la Jamat-e Islami, che raggruppa alcune decine di organizzazioni militanti e che vorrebbe instaurare la sharia in Bangladesh. «La Jamat ha attivato un network globale e regionale di jihadisti, ma sfortunatamente gli Stati Uniti credono ancora che sia un partito islamico liberale!». Ancora una volta un intellettuale e attivista che deve lottare non solo con gli estremisti all’interno del proprio paese, ma anche contro le politiche cieche dell’Occidente che vede i “moderati” dove non sono. valentina.colombo@imtlucca.it
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