Anche su di te, o giudice, Dio dirà l’ultima parola
Sì, invece di tornare in carcere, sono andato al mare… ma prima di varcare definitivamente l’oceano avevo deciso di tornare a portare un fiore sulla tomba dei miei cari deceduti, tra l’altro mio padre era morto mentre io ero detenuto e non mi avevano concesso di partecipare ai funerali né di fare visita alla sua tomba. Per questo desideravo portargli un fiore e vedere la sua ultima dimora, dove riposa in pace. E volevo salutare una sorella, un amico… e così mi hanno ripreso, pazienza. Sulla tomba di mio padre ci sono stato! Il mare era bellissimo… infinito! Mi è venuto in mente un pensiero di don Luigi Giussani, spero che non me ne voglia per l’“accostamento” profano. «Ciò che si deve temere di più è il tentativo di distruggere l’umano. E l’essenza dell’umano è libertà, cioè rapporto con l’Infinito». Ho saputo del nostro amico Marione, che a Livorno gli hanno concesso
un permesso premiale. Sono davvero contento per lui, finalmente ce l’ha fatta. Dopo 28 anni…
Lettera (firmata) di un detenuto in un carcere lombardo, indirizzata al direttore di Tempi, 15 gennaio 2003
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