Andrea Claudiani, un pm (quasi) d’assalto
Dicono che quando vuole è un magistrato di solidi attributi: si chiama Andrea Claudiani, viene da Terni ed è il pm che con tanta caparbietà ha seguito insieme a Carlo Manzella l’inchiesta sui pedofili della Bassa modenese. Dicono che le sue capacità investigative in tema di pedofilia siano così internazionalmente riconosciute che, stando a quanto ha rivelato lo stesso Claudiani alla Gazzetta di Modena il 29 luglio 1999, lo scorso anno è stato addirittura contattato dall’Fbi per una relazione in materia.
In realtà la fama del pm modenese è legata agli anni di “mani pulite”, quando era balzato agli onori delle cronache per il controverso caso di presunti finanziamenti illeciti al Pds da parte delle Coop. Rosse, caso di cui il magistrato si occupò pare con zelo scostante e singolare timidezza. Analoga prudenza investigativa si riscontrava nella richiesta – sempre firmata da Claudiani nel gennaio 1998 – di archiviazione delle indagini su due ex amministratori pubblici membri del comitato di gestione dell’Usl di Modena, accusati di aver pilotato appalti al Pds in cambio di quote di danaro. Ma nell’aprile 1998 il nostro pm riscopriva grinta e zelo fenomenali, smentendo con tempestività indiscrezioni trapelate sulla stampa di presunte indagini su presunte evasioni fiscali del Pds modenese.
Cosa spiega queste diverse e, in certo senso, opposte attitudini investigative del dottor Claudiani? E’ quanto si è chiesto il senatore di An Giulio Maceratini, autore, il 16 giugno del 1999, di una interpellanza in cui chiedeva all’allora ministro della Giustizia Oliviero Diliberto “se sia a conoscenza del fatto che non si è riscontrato altrettanto zelo nell’attività del dottor Claudiani quando non ha ritenuto di poter sostenere l’accusa concernente ipotesi di gravi reati finanziari e in materia di appalti coinvolgenti amministratori pubblici del Pci-Pds, avendo lasciato cadere i termini per richiedere l’indispensabile proroga delle indagini; le quali indagini, per altro, già si fondavano sui riscontri documentali ottenuti dalla polizia giudiziaria”. Settimana scorsa, Maceratini compariva in uno strillo sulla prima pagina di Repubblica come presunto fiancheggiatore dell’eversione nera (“ha frequentato Ordine Nuovo fino al’97”), nonostante lo stesso firmatario dell’articolo del quotidiano scalfariano avesse il buon gusto di aprire il pezzo con un eloquente “I deputati Ds scrivono la loro verità sulle stragi in Italia”.
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