Anestesia morale europea

Di Lenzi Massimiliano
17 Febbraio 2005
CON LO SLOGAN “IO SONO CONTRO MA NON POSSO IMPORRE LA MIA OPINIONE” LE LOBBY SECOLARISTE HANNO, DI FATTO, DISCRIMINATO LE POLITICHE CATTOLICHE SU FAMIGLIA, ABORTO ED EUTANASIA

«I cristiani non sono più maggioranza ed in Europa viviamo un’epoca di secolarismo militante riassunto nello slogan “io personalmente sono contro ma non posso imporre la mia opinione”. L’effetto è quello di un’anestesia morale». Janne Haaland-Matlary, donna norvegese, ex viceministro degli esteri nel governo cristiano democratico di Oslo dal 1997 al 2000, membro del Pontificio consiglio Iustitia et Pax, da anni analizza nei suoi interventi pubblici gli schemi d’attacco che l’Occidente secolarizzato e militante utilizza per elevare a diritti universali l’aborto, l’eutanasia e l’omosessualità.
Il modo di procedere dei secolaristi è semplice e parte da una premessa: se non posso combattere “culturalmente” per imporre la mia opinione allora tutto è relativo ed ognuno può costruirsi la propria morale. Risultato: «i diritti diventano quello che non sono, una sorta di menu à la carte» dove ogni persona sceglie quello che più le aggrada. «La rete dei sostenitori – annotava la Matlary in un articolo del gennaio 2001 pubblicato su Vita e Pensiero – di aborto, eutanasia e quant’altro, fa lobby per far adottare le norme agli Stati. Qual è la rete? Organizzazioni non governative monotematiche, femministe e ambientaliste, che spingono queste questioni negli ambiti internazionali come l’Onu e l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo». L’opera di pressione ha successo «quando è espressa in termini di diritti individuali, spesso presentati come evoluzione progressiva della condizione umana e della tolleranza. L’idea di natura umana, infatti, è considerata dalla persona postmoderna occidentale una concezione essenzialista, superata a vantaggio del costruttivismo». Ne consegue che il sesso «si può manipolare e che non vi è maschile o femminile ma solo ruoli sociali noti ed anche l’eterosessualità e l’omosessualità diventano un orientamento che può essere modificato a piacere». Quello che ne esce è una nuova antropologia con immediate ripercussioni in tutti gli ambiti della vita sociale, a partire dalla famiglia. «Ciò che importa – spiega la Matlary – è trovare qualche documento delle Nazioni Unite che possa essere invocato poiché i documenti Onu godono di grande prestigio nella maggior parte degli Stati», curiosamente anche in quelli autoritari e illiberali.

Violenza sulle donne
Su questo tema, Mary Ann Glendon, autrice del libro A world made new (“Un mondo fatto nuovo”), pubblicato negli Usa dalla Random House scrive: «Come capo della delegazione vaticana, subito mi resi conto che soprattutto i delegati della vecchia Europa facevano di tutto per cancellare ogni riferimento ai punti chiave della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: quelli che riguardano la libertà religiosa, i diritti dei genitori, il matrimonio e la famiglia, la protezione della maternità e dei figli. “Bene – mi dissi – la conferenza vuole combattere le violenze patite dalle donne? Giusto, allora prendiamone nota: tra le violenze ci sono i programmi obbligatori di controllo delle nascite, le sterilizzazioni forzate, le pressioni ad abortire, la preselezione dei sessi e la conseguente distruzione dei feti femminili”».

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